Cronaca

Ex scuola di via Ragusa: la posizione del GUS

“Rispettare e dare dignità ad ogni opinione diversa dalla nostra è per noi molto importante ma riteniamo che in alcuni casi si sia oltrepassato il limite avvicinandosi ad una strumentalizzazione”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“In merito alla vicenda dell’ex scuola di via Ragusa ad Ancona, il GUS nell’ultimo mese e mezzo si è proposto di parlare il meno possibile cercando di fare la propria parte per contribuire alla risoluzione dei problemi delle persone italiane e straniere coinvolte nell’occupazione della struttura.

Rispettare e dare dignità ad ogni opinione diversa dalla nostra è per noi molto importante ma riteniamo che in alcuni casi si sia oltrepassato il limite avvicinandosi ad una strumentalizzazione se non addirittura ad una vera mistificazione.

Vorremmo provare ad esprimere la nostra posizione indicando alcuni concetti per noi fondamentali.

Innanzitutto è per noi importante la presenza di un dialogo continuo, costante, incessante, volto alla risoluzione dei problemi;

Il ruolo delle Istituzioni è fondamentale, in primis quelle locali che hanno il gravoso compito di governare/amministrare la città, una comunità con tutte le difficoltà e non ci sentiamo di considerarle nemiche “ a prescindere”. Riteniamo che organizzazioni come la nostra debbano fare la propria parte per la risoluzione dei problemi nel territorio in cui opera, per le tante difficoltà ed emergenze sociali, con la cautela e attenzione necessarie per evitare qualsiasi forma di “strumentalizzazione” di chi vive sulla propria pelle, tragedie, sconfitte e drammi personali.

Sulla ex scuola di via Ragusa pensiamo, come abbiamo avuto modo di dire direttamente agli “organizzatori” dell’iniziativa, che questa aveva avuto il merito di porre al centro del dibattito cittadino le problematiche di persone mai o scarsamente ascoltate e con la stessa chiarezza abbiamo manifestato la nostra contrarietà circa la modalità scelta soprattutto perché senza una prospettiva “politica” e con una ragionevole conclusione.

Abbiamo anche espresso preoccupazione nei ripetuti colloqui con gli “organizzatori” e alcune forze politiche riguardo il rischio reale di strumentalizzazione con il pericolo che venisse messo in un unico “calderone” problematiche molto diversificate che, per propria natura, hanno bisogno di interlocutori e servizi diversi e per questo affrontati in modo differente e con progetti individuali.

Riguardo agli avvenimenti di mercoledì mattina, della cosiddetta “liberazione” o “sgombero” a seconda dei punti di vista, la presenza del GUS è stata richiesta esplicitamente dal Comune di Ancona per attestare e testimoniare la correttezza formale e la modalità pacifica e non violenta di tale azione.

Il Presidente del GUS ha assicurato la personale presenza con due mediatori interculturali subordinandola  alla garanzia di un’azione svolta da uomini senza divisa antisommossa, come in effetti è avvenuto, e con un rappresentante dell’Amministrazione comunale e tutto ciò a nostro avviso non può essere considerata  una “copertura” ma una attenzione nei confronti delle persone che venivano accompagnate in una struttura messa a disposizione del Comune.  

La struttura di San Marcello dove sono ospitati i ragazzi, che è stata attribuita al Gus o in uso al GUS, è una struttura privata messa a disposizione dal proprietario in un rapporto commerciale con il Comune di Ancona, Il GUS ha invece messo a disposizione, in modo del tutto volontaristico, l’opera di mediatori interculturali.

La permanenza nell’albergo sarà limitato ai pochi giorni necessari a individuare soluzioni abitative nella città di Ancona accompagnate da progetti individuali a seconda delle esigenze di ognuno dei ragazzi che volontariamente accetteranno di farsi assistere dagli uffici sociali del comune.

Auspichiamo quanto prima che si possa trovare un momento di condivisione sapendo che nessuno di noi ha il monopolio della verità e solo un confronto paritario può essere vincente per tutta la comunità.”

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