Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Sgombro Ex Montedison: la fabbrica abbandonata è già occupata di nuovo

Dopo meno di 24 ore, i rom sgombrati sono tornati nell'edificio inagibile e fortemente inquinato. In vista della riunione della commissione sicurezza del prossimo 31 marzo FBC e CIC avanzano proposte per affrontare il fenomeno

Le immagini dell'ultimo sgombero

Dopo solo 24 ore dallo sgombro della ex Monetedison, gli occupanti abusivi di etnia rom erano già tornati nell'edificio abbandonato nonostante l'area sia fortemente inquinata e inagibile. Anzi, qualcuno giurerebbe di averli visti tornare già la sera del giorno dello sgombro. Non è bastato dunque essere portati in caserma ed identificati. La presenza dei senza fissa dimora di nazionalità rumena è un fenomeno ormai consolidato a Falconara.

«La loro presenza, tra le 30 e le 60 persone, si registra almeno dal 2010. Di giorno si dedicano  all’accattonaggio nella nostra città e nelle città limitrofe, di notte invece cercano riparo in luoghi di fortuna come l’area ad alto rischio ambientale della ex Montedison che tra l'altro è uno dei territori falconaresi che fa parte dei siti SIN, cioè di interesse nazionale per le bonifiche- spiega Riccardo Borini, consigliere comunale FBC e CIC-. Alcuni loro comportamenti scorretti non sono certo tollerabili e non si possono lasciar correre ma spesso vivono in condizioni di estrema povertà ed estremo rischio. Tempo fa una donna rumena ha perso la vita in un incidente stradale mentre attraversava di notte la strada davanti alla ex Montedison e un’altra giovane donna è scomparsa nel nulla».

A Falconara si è cercato di affrontare la questione con sgombri forzati, ordinanze anti-bivacco e anti-accattonaggio ma dopo brevi periodi di allontanamento ecco i rom tornare. Lunedì 31 marzo si riunirà la commissione sicurezza, FBC e CIC avanzano analisi e proposte per una possibile soluzione.

«Ci domandiamo se nel Bilancio 2014 si individuerà un minimo di risorse per affrontare queste problematiche. Bisogna andare oltre la repressione. Serve un importante lavoro sociale e culturale» commenta Borini.

Tra le proposte, un operatore sociale per alcune ore alla settimana per un lavoro di conoscenza e di mediazione sociale con questo gruppo di rumeni e con altri senza tetto che vivono nel territorio; lavoro di rete più strutturato e stabile tra servizi sociali comunali, volontariato e forze dell'ordine;  coinvolgimento della comunità di rumeni che risiedono a Falconara e contatti con altri comuni che stanno affrontando lo stesso fenomeno.

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