Cronaca

Lancia un aspirapolvere contro la moglie, arrestato un generale in pensione

L'accusa è di maltrattamento in famiglia perché non solo avrebbe lanciato di tutto contro la donna, ma in passato sarebbe già stato denunciato per episodi simili, ma l'uomo si difende e rigetta ogni accusa

Una lite casalinga, l’ennesima, degenerata in violenza. Per questo ieri sera i carabinieri del Norm di Ancona si sono presentati a casa di un ex generale della Polizia Penitenziaria, finito poi in manette. L’accusa è di maltrattamento in famiglia. Sì, perché non solo ieri avrebbe lanciato di tutto contro la donna, ma in passato sarebbe già stato denunciato per episodi simili. Per lo meno è quanto risulta agli atti degli inquirenti. Dissapori degenerati col tempo, violenze perpetrate negli anni. E ieri l’ex poliziotto anconetano ha superato ogni limite. Dopo una rissa verbale, nata per motivi di gelosia, è passato ai fatti, scagliando contro la moglie piatti, vettovaglie e addirittura un aspirapolvere che, per per fortuna, la vittima è riuscita a schivare.

Fatto sta che stamattina l’accusato si è presentato di fronte al giudice del processo per direttissima Alberto Pallucchini, che ha convalidato l’arresto per poi rimettere in libertà il presunto violento che, tuttavia, dovrà tenersi a distanza dalla casa della donna. Ma l’ex graduato della Penitenziaria, difeso dall’avvocato Andrea Battilè, ha rigettato ogni accusa. Ha reagito in maniera eccessiva e si é sfogato sul piatto. Questo quanto detto dall’accusato, deciso a dimostrare che non ha mai lanciato alcun aspirapolvere ma di aver solo rotto un piatto buttandolo per terra per sfogare la rabbia di qui momenti. Difesa che verrà sostenuta e rilanciata nella prima udienza del processo vero e proprio che si terrà il prossimo 10 marzo

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