Ex centrale del latte, le opposizioni in consiglio incontrano i residenti: idea petizione

L'idea è emersa martedì sera dopo un incontro tra commercianti torrettani, l'associazione di quartiere "Torrette Stop Degrado" e parte delle forze politiche dell'opposizione in consiglio comunale

Cartelli di proteste a Torrette

I commercianti di Torrette sono contrari ad un eventuale nuovo centro commerciale alla ex Centrale del Latte e spunta l’ipotesi di una raccolta firme in tutto il quartiere per chiedere alla Giunta Mancinelli di fare un passo indietro. L’idea è emersa martedì sera dopo un incontro tra commercianti torrettani, l’associazione di quartiere “Torrette Stop Degrado” e parte delle forze politiche dell’opposizione in consiglio comunale: Daniele Berardinelli (FI), Italo D’Angelo (La Tua Ancona), Stefano Tombolini (60100), Daniela Diomedi e Ausilia Gambacorta (M5S). L’idea condivisa è che va bene il cambio di destinazione d’uso, passi l’alienazione dell’immobile ma non per costruire un centro commerciale. Il motivo? Lo hanno spiegato proprio i negozianti torrettani, che temono di essere abbandonati e, anzi chiedono la riqualificazione del centro civico, così detto “palazzo viola”. Di fronte all’idea di una raccolta firme l’associazione “Stop degrado” ha preso tempo perché è importante, oltre che propedeutico, ascoltare con attenzione quanto emergerà all’incontro già fissato per il 21 dicembre alle ore 18 al circolo “l’Incontro”. Sarà quella l’occasione in cui il sindaco Mancinelli incontrerà il quartiere per parlare le questioni inerenti la manutenzione del verde, la viabilità ma soprattutto la Centrale del latte con relativo sottopasso a mare. Intanto i membri dell’associazione “Torrette Stop al Degrado” ringraziano il Presidente della commissione urbanistica Matteo Vichi che, ieri sera, ha chiamato per la dare la sua personale disponibilità ad un confronto con i commercianti e i residenti dell’associazione. 

LA POLITICA: Per Tombolini (60100), che l’altra sera ha spiegato alcuni tecnicismi, le delibere consiliari inerenti al cambio di destinazione d’suo e l’inserimento dell’area tra i beni alienabili sono cosa fatta per cui «non credo che sindaco sia disponibile a cambiare due atti così importanti anche perché l’orientamento è quello di chi punta a fare cassa. Non pretendiamo che venga eliminata la variante, ma almeno l’uso commerciale». Berardinelli, pronto a sostenere una raccolta firme, ha parlato di un comportamento oligarchico: «Siamo all’ennesima volta in cui il Comune decide di fare qualcosa senza ascoltare prima cittadini e ogni volta che si chiede conto di un problema di Torrette in consiglio comunale ci viene detto di contattare il responsabile di zona Tommaso Fagioli ma non esiste una figura così. E’ incredibile che ci sia qualcuno che si faccia arbitrariamente portavoce del quartiere». Il deficit di partecipazione democratica è evidente - ha spiegato la Diomedi - Considerato che larga parte degli abitanti del quartiere era completamente all'oscuro della proposta della Giunta sullo stabile. L'obiettivo di informare i cittadini è stato raggiunto, così come quello di “costringere" l'amministrazione, tramite le osservazioni depositate dal M5S, ad interloquire sulle numerose criticità rilevate sul progetto: parcheggi, altezza, usi da grande distribuzione, chiusura del sottopasso. Gli abitanti di Torrette ora sanno e vogliono partecipare; è giusto che riprendano lo spazio che è loro. E sono ancora in tempo per farsi sentire, visto che la procedura di approvazione della variante è ancora in itinere. Il M5S è stato e sarà parte attiva al loro fianco». «Ancora una volta il Comune prima decide e poi comunica e lo ritengo un modo di fare antidemocratico - ha detto D’Angelo - Sono favorevole ai due sovrappassi per una questione di sicurezza, ma la rotonda è inutile e dico no al centro commerciale perché ce ne è già uno. Semmai penserei a residenze con prezzi calmierati. Se necessario sosterrò la petizione».

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