Verso il 2° romanzo della scrittrice anconetana: «Ho perso la testa per i bambini e al centro c'è la maternità»

La scrittrice anconetana che nel 2016 ha ricevuto il premio Rapallo con “Il rumore delle cose che iniziano” si racconta e svela i primi dettagli sulla sua nuova opera

Evita Greco

Con “Il rumore delle cose che iniziano”, edito da Rizzoli, si è presentata al grande pubblico vincendo nel 2016 il premio Rapallo Opera Prima, il prestigioso riconoscimento letterario nazionale. Quante migliaia di copie ha venduto il suo libro fino ad ora, Evita Greco non lo sa e non lo vuole neppure sapere, sicuramente il numero si avvicina alle 20mila copie. Lei, 33 enne scrittrice anconetana, pensa alla nuova opera che uscirà nelle librerie alla fine del prossimo agosto. Il titolo ancora non c’è ma le pagine sono già pronte ed è la stessa autrice a svelare le prime certezze. Una su tutte è che la storia non racconterà nuove vicende di Ada, la protagonista del primo romanzo: «Sarà completamente diversa- spiega Evita-nonostante prima di avere figli mi fossi ripromessa di non perdere la testa per i bambini in realtà è successo proprio questo e quindi posso svelare che sarà proprio la maternità il tema al centro della prossima storia. Si tratta di due storie, due maternità molto diverse in due tempi diversi messe non dico a confronto ma in parallelo». Cosa dovrà aspettarsi il lettore? «Spero un libro più maturo e strutturato. La gestazione è stata abbastanza difficile e lunga, abbiamo superato i famosi due anni che si consiglia di rispettare dopo l’uscita del primo libro e adesso staremo a vedere. Sono molto emozionata, forse addirittura più che per il primo romanzo». Mamme le protagoniste del nuovo libro, mamma anche la stessa Evita. Quanto c’è dell’autrice nel nuovo romanzo?: «Io penso sia impossibile non mettere tanto di sé in un libro, alla fine il materiale è sempre il nostro e penso che anche mettendo tutta l’intenzionalità possibile alla fine comunque c’è un po' di autobiografia anche se in questo caso non c’è un personaggio che mi somiglia così direttamente come nel primo». Ma il futuro è solo all’inizio: «A Natale dovrebbe uscire una raccolta di racconti edita da Garzanti e ho già un’idea per un terzo libro che vorrei scrivere il prima possibile. In generale spero che questo possa restare il mio lavoro».

Video: intervista alla scrittrice anconetana Evita Greco

Chi sa che sono dislessica resta sorpreso

La decisione di diventare una scrittrice Evita l’ha sigillata in un diario da piccola quando ha scoperto di essere dislessica: «Non è una malattia, preferisco considerarla una caratteristica come il daltonismo. Tu vivi e vedi una cosa ma non riesci a spiegare fino in fondo come la vedi. Si chiama “disturbo dell’apprendimento” ed è esattamente così, pesa molto nei primi anni di scuola dove conta imparare a leggere e a scrivere. Nei primi anni delle elementari forse c’è il danno vero che poi ti porti dietro cioè il difetto di autostima e la difficoltà di vivere tanti mesi non capendo cosa c’è che non va. Poi quando vengono fuori anche altre abilità si migliora e si aggiusta il tiro. Chi sa che sono dislessica e poi mi vede rimane quasi sorpreso, non so cosa si aspetta. Devi forse fare i conti con la non perfezione, forse non avrai sempre 10 in tutto e subito ma c’è di peggio». 

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Ancona e il suo successo

Scrittrice sarebbe diventata, Evita, e scrittrice è. Oggi si guarda indietro e soprattutto intorno. Ancona, che il 4 maggio del 2017 l’ha premiata con il “Ciriachino d’oro” sul palco di piazza Cavour ma ha accolto il suo successo iniziale con luci e ombre: «La risposta iniziale è stata buona, ma ricordo anche alcuni commenti non bellissimi online di chi diceva che se non vendevo sarei sparita o che se riesci a pubblicare con un grande editore è perché conosci qualcuno o ti sei venduto. In realtà no, io ho fatto un corso, ho scritto quel libro e con un po' di fortuna ho incontrato un agente ma non ho nessuna conoscenza e non ho pagato nessuno, solo che questa cosa ogni tanto va ripetuta». 
 

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