Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Scoperta una maxi frode fiscale, evasi 7 milioni di euro: nei guai anche commercianti anconetani

La complessa operazione, denominata Black wall, ha permesso di scoprire, in oltre dodici mesi di attività investigativa, un vorticoso giro di acquisti di noti commercianti della provincia dorica, permettendo un'ingente evasione dell'Iva su migliaia di smartphone e pc

I finanzieri della Compagnia di Jesi hanno proceduto nelle scorse settimane all'esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri nelle province di Ancona, Fermo, Macerata, Udine e Cosenza nei confronti di soggetti italiani e stranieri coinvolti in un'ingente frode all'IVA sui prodotti elettronici e nel riciclaggio dei relativi proventi illeciti. La complessa operazione, denominata Black wall, ha permesso di scoprire, in oltre dodici mesi di attività investigativa, un vorticoso giro di acquisti di noti commercianti della provincia dorica, permettendo un'ingente evasione dell'Iva su migliaia di smartphone di ultima generazione, computer, tablet e altri beni elettronici. 

Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Jesi hanno, in particolare, permesso di individuare tre società 'cartiere', domiciliate a Roma, prive di qualsivoglia struttura operativa, che venivano utilizzate per acquistare i prodotti da importanti fornitori ubicati in diverse regioni del Nord e Centro Italia e poi rivenderli prevalentemente tramite siti internet nella disponibilità dei principali indagati e mediante piattaforme web di vendite on-line con il sistema del drop-shipping, ossia un modello di cessione di beni grazie al quale il venditore cede un prodotto ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino. È stata, inoltre, scoperta anche una vera e propria rete di customer care che, attraverso postazioni call center ubicate nelle province di Ancona e Fermo, forniva informazioni ovvero assistenza ai clienti dei prodotti venduti in evasione d'imposta. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ancona, si sono basate pure sulla fondamentale e non agevole ricostruzione degli ingenti flussi finanziari - anche da e verso due Paesi dell'Unione Europea, Austria e Ungheria - attività che rappresenta una metodologia operativa efficace per garantire l'effettivo "ristoro" delle casse dello Stato di quanto indebitamente sottratto alla collettività degli evasori fiscali.

L'operazione della guardia di finanza - VIDEO

Le stesse hanno consentito alle Fiamme Gialle jesine di smantellare un complesso sistema di frode attraverso il quale sono state occultate al Fisco operazioni imponibili per oltre trenta milioni di euro con la conseguente evasione di imposte per circa 7 milioni di euro. Otto persone, di cui cinque residenti nella Provincia di Ancona e considerati gli ideatori della frode e tre soggetti di nazionalità ungherese che venivano utilizzati quali prestanome, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Ancona per i reati di frode fiscale, riciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti che prevedono la reclusione fino a 12 anni. Parte dei proventi di evasione sarebbero stati reinvestiti nell'acquisto di beni immobili situati nelle provincie di Udine ed Ancona, attraverso una società estera riconducibile ai citati dominus del sistema illecito ed un'immobiliare italiana amministrata da un prestanome ungherese.

L'Autorità Giudiziaria di Ancona ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo, eseguito dalla Guardia di Finanza di Jesi, di beni immobili e mobili per 4 milioni di euro, ai fini della confisca «per equivalente». I finanzieri della Compagnia di Jesi hanno, pertanto, proceduto al sequestro di un esercizio commerciale di Jesi, un natante di oltre otto metri di lunghezza del valore di circa 150.000 euro, che era ancorato nel porto di Ancona, autovetture, immobili e saldi dei conti correnti bancari. 

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