“Evade” per portare il figlio dalla nonna: un anno e tre mesi di carcere

Una madre di 35 anni aveva fatto rientro appena dieci minuti dopo il limite consentito e aveva visto aprirsi le porte del carcere. Oggi è stata assolta in tribunale

Ha passato un anno e tre mesi in carcere per aver infranto la detenzione domiciliare per appena una decina di minuti, giusto il tempo di portare il figlioletto dalla nonna: oggi finalmente è stata assolta. Protagonista di questa surreale vicenda, riportata dal Messaggero, è una donna boliviana di 35 anni, che nell’aprile del 2012 doveva scontare una pena per traffico di stupefacenti e aveva ricevuto i domiciliari con permesso di recarsi al lavoro dalle 8 alle 19 perché madre di un bimbo di età inferiore a tre anni.
Il giorno 4 aprile la donna aveva portato il piccolo dalla madre del suo ex compagno e aveva fatto rientro a casa 10 minuti dopo il limite consentito, cioè alle 19 e 10. La conseguente segnalazione dell’infrazione aveva fatto così partire la procedura per l'aggravio della pena, che aveva portato ad aprirsi le porte del carcere per la 35enne.

Il figlio era stato invece affidato all’ex suocera: anche la donna ha testimoniato a suo favore davanti al giudice, che oggi l’ha scagionata.

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