Bomba tra i binari, conto alla rovescia per la bonifica: come funzionerà l'evacuazione

Il Comune ha illustrato tempi e modi dell’evacuazione che coinvolgerà 12.000 residenti. Misure speciali per disabili e malati gravi

Foto di repertorio

Il giorno da segnare sul calendario, rigorosamente in rosso, è il 20 gennaio. Questo però i residenti degli Archi e del Piano lo sanno già, perché l’evacuazione che si renderà necessaria per la bonifica dell’area Scambietti dove si trova tuttora l’ordigno bellico trovato lo scorso 17 ottobre è già informazione di dominio pubblico. Oggi però in Comune il sindaco Valeria Mancinelli, l’assessore Stefano Foresi e il comandante della Polizia Municipale Liliana Rovaldi hanno diffuso le informazioni su modi e tempi in cui tutto questo avverrà: orari, punti di raduno, centri di accoglienza, vie e numeri civici che saranno interessate da un coprifuoco di ben 10 ore. Il piano è stato messo a punto sulle indicazioni fornite dagli artificieri e saranno inevitabili le conseguenze sulla viabilità anche ferroviaria, con i treni che dalle 9 alle 19 (tempo limite per il completamento della bonifica) non transiteranno per Ancona, bloccando di fatto la dorsale adriatica. Il sito e i canali social del Comune saranno aggiornati costantemente, nei giorni precedenti all’evacuazione i residenti riceveranno l’ordinanza scritta dal messo comunale e nei quartieri verrà portata avanti un’opera di volantinaggio in più lingue. 

L’evacuazione

La lunga giornata per le 12.000 persone che vivono nel raggio di 800 metri dal luogo del ritrovamento comincerà alle 5 del mattino, quando le automobili del Comune passeranno per annunciare l’evacuazione via altoparlante. Alle 8 le abitazioni e le strade dovranno essere libere da residenti e automobili in sosta. Il lavoro degli artificieri inizierà alle 9 in punto (si concluderà entro le 19) e nell’ora precedente le forze dell’ordine verificheranno che la zona sia stata effettivamente liberata. Chi non rispetterà l’ordinanza verrà portato fuori dall’area off-limits da polizia o carabinieri e rischia una denuncia penale. La macchina comunale per l’evacuazione è pronta e in fase di perfezionamento, ma l’invito del sindaco Valeria Mancinelli è già chiaro: «Chi può si organizzi autonomamente per essere fuori da quel perimetro, lasciando che il Comune intervenga per chi non è in grado di farlo. E’ anche auspicabile che non si aspetti la mattina alle 8 per trovarsi nel punto di raccolta, perché se ci arrivano contemporaneamente 4.000 persone diventa un problema – ha spiegato il sindaco- chi è in grado di muoversi da solo lo faccia magari la sera prima o la mattina, con il “fai da te” vorremmo coprire 70% delle esigenze».Chi non è in grado di muoversi in autonomia può invece contare sul piano del Comune. 

Punti di ritrovo e centri di accoglienza 

La città verrà divisa in 4 settori e i punti di accoglienza saranno allestiti in piazza Ugo Bassi, parcheggio degli Archi (di fronte alle scuole Da Vinci), la stazione ferroviaria e via Mamiani all’altezza del supermercato Maxi Coal. Da lì i pullman gratuiti porteranno le persone in altrettanti centri di accoglienza: il Palaprometeo, Palaveneto, Palascherma e Palabrasili, tutti raggiungibili anche con mezzi propri. I servizi sociali ultimeranno entro il fine settimana il censimento delle persone con difficoltà motorie (13 sono quelle che risultano seguite dall’assessorato). Malati e disabili gravi saranno ospitati in strutture diverse e più confortevoli come la Stella Maris, il Samaritano e il Centro Papa Giovanni ma anche con tempi diversi: arriveranno negli alloggi la sera precedente all’evacuazione. Allo studio anche una soluzione estrema, ma solo per le persone intrasportabili come i malati collegati a macchinari: «I casi ci verranno segnalati dall’Asur e potremmo lasciare le persone in casa con opportuni accorgimenti che ci verranno indicati dagli artificieri» ha spiegato Ciro Del Pesce, dirigente dell’ufficio Politiche Sociali. Chi vorrà usufruire dei centri di accoglienza dovrà darne segnalazione al numero verde 800 653 413 (lunedi – venerdì 9-13; il giovedì orario prolungato fino alle 16; il martedì anche 15-17). 

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«E' un’emergenza e serve la collaborazione di tutti – ha detto Stefano Foresi- questa cosa va fatta per una questione di massima sicurezza. Lavoriamo per una evacuazione più intelligente possibile e meno difficoltosa, saranno fasi graduali e controllate». Per contrastare gli atti di sciacallaggio il comandante dei vigili, Liliana Rovaldi, ha invitato i residenti a chiudere bene le case: «L’accesso alla zona rossa sarà interdetto anche ai pedoni e le pattuglie controlleranno fisicamente tutti i varchi». 
 

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