Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Eutanasia, Antonio da un anno attende l'avvio dell'iter in Italia: «Rispettate il mio diritto»

Il giovane tetraplegico ha richiesto la verifica delle sue condizioni all’azienda sanitaria di competenza. Dall'Asl però un diniego che l'avvocato definisce: «Privo di motivazione»

Antonio è malato tetraplegico da 8 anni e da un anno è in attesa di una chiamata dell’ASL di competenza, che dovrebbe verificare le condizioni previste per l’accesso al suicidio assistito in Italia, ma che per ora gli ha negato ogni possibilità. L’Associazione Luca Coscioni ha annunciato l’invio di una lettera di messa in mora con diffida ad adempiere al Ministro della Salute Roberto Speranza ed al Ministro della Giustizia Marta Cartabia, mettendo a conoscenza anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Al centro della diffida il caso del marchigiano Antonio (nome di fantasia per la tutela della privacy), analogo a quello di Mario raccontato dalle cronache nei mesi scorsi. Antonio, aveva infatti inviato la sua richiesta alla propria azienda sanitaria di appartenenza lo scorso 2 ottobre 2020, ricevendo un diniego privo di qualsiasi motivazione legata alla sua condizione che non è mai stata verificata dall’ASUR Marche. A rappresentare Antonio sarà un pool di avvocati coordinati dal segretario dell'Associazione Luca Coscioni, avvocato Filomena Gallo, che ha chiesto al Governo di attivare tutti i poteri, di cui è titolare, per attuare il diritto del proprio assistito: «Oltre un milione di italiani ha appena superato ogni aspettativa solidarizzando con le persone che vogliono scegliere - dichiara l'avvocato Filomena Gallo -. Ho conosciuto e vissuto quelle persone, come Mario e Antonio, malati che amano la vita e sono circondati d’amore come ho potuto constatare personalmente conoscendo le loro famiglie e amici, ma scelgono di porre fine alle proprie sofferenze prima di essere totalmente impossibilitati a procedere da soli. Anche Antonio, come Mario, attende una verifica delle sue condizioni, così come previsto dalla sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale al fine di poter procedere legalmente alla morte assistita in Italia. La decisione “Cappato” della Consulta è una sentenza il cui contenuto è immediatamente esecutivo e non necessita di alcun atto successivo di ratifica. Per questo motivo ha deciso di rivolgersi al Governo affinché ripristini la legalità violata da un’inerzia delle istituzioni competenti. Ai sensi dell’art. 120 della Costituzione, laddove le istituzioni non si attivino per rendere un diritto esercitabile, il Governo ha il potere e il dovere di intervenire per un'applicazione uniforme e certa della sentenza di incostituzionalità su tutto il territorio». «Invece - conclude Gallo - dobbiamo assistere a dichiarazioni del Ministro della Salute che dice di confrontarsi con le regioni sul tema, ci piacerebbe sapere su cosa nel dettaglio, visto che la sentenza di incostituzionalità della Corte sull’art. 580 cp è direttamente applicabile non prevede atti successivi ha valore di legge, è chiara. Deve essere solo applicata, eseguita».

"No" all'eutanasia porta Asl in tribunale, la sentenza "Cappato"

Ma che cosa stabilisce la sentenza espressa nel 2019, al termine del processo a Marco Cappato, reo di aver indotto al suicidio Dj Fabo? Che non è reato l’aiuto al suicidio se fornito ad un malato che possiede determinati requisiti:

  • affetto da una patologia irreversibile; 
  • che tale patologia sia fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che il paziente trova assolutamente intollerabili;
  • egli sia tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale; 
  • egli sia capace di prendere decisioni libere, consapevoli ed informate.

 Sulla base della richiesta del malato, i sanitari dovranno valutare la presenza dei 4 requisiti e, se la volontà del paziente è espressa in totale consapevolezza, stilare una relazione, poi inoltrata al comitato etico, col compito di verificare la conformità del caso con la procedura prevista dalla sentenza della Corte.

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