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Martedì, 5 Marzo 2024
Cronaca Falconara Marittima

«Facci la ricarica gratis». Botte e minacce al call center, due condanne per tentata estorsione

Un 27enne e un 32enne dovranno scontare una pena di due anni e due mesi. Avrebbero aggredito il titolare di una attività per non pagare le ricariche dei cellulari

FALCONARA – Non volevano pagare le ricariche telefoniche così avrebbero picchiato e minacciato il titolare di un call center. Un guadagno di quasi mille euro costato ora una condanna a due tunisini residenti in città. Con l'accusa di concorso in estorsione erano finiti a processo in quattro, tutti connazionali, ma ieri per due è arrivata l’assoluzione davanti al collegio penale del tribunale di Ancona: si tratta di un 36enne, difeso dall'avvocato Federica Battistoni e un 47enne, difeso dall'avvocato Simone Matraxia. Gli altri due, un tunisino di 32 anni, residente a Falconara, difeso dall'avvocato Filippo Paladini, e un connazionale di 27 anni, domiciliato a Torino, difeso dall'avvocato Simone Matraxia, sono stati condannati a due anni e due mesi.

L'episodio di cui sono stati ritenuti responsabili dal giudice Carlo Cimini, che presiedeva il collegio, risale al 19 aprile del 2017. Nel negozio, come ha testimoniato ieri la stessa parte offesa, il titolare dell'attività, un cittadino bengalese di 39 anni, erano entrati insieme. «Volevano fare le ricariche telefoniche – ha raccontato il bengalese – ma non avevano i soldi. Io gli ho detto che non gli avrei fatto nulla. Uno mi ha tirato dietro il collo un espositore pubblicitario, l'altro mi ha buttato a terra». Sul posto erano intervenuti i carabinieri di Collemarino. Il bengalese ha riportato otto giorni di prognosi. Ad afferrarlo per la maglietta, stando alle accuse, sarebbe stato il 32enne, che lo avrebbe poi scaraventato contro il muro. Il 27enne invece gli avrebbe tirato addosso l'espositore in plastica presente sul bancone del negozio, facendolo sanguinare e facendolo ricorrere alle cure ospedaliere. Stando al titolare del call center i due imputati avrebbero usato la stessa modalità violenta anche in altre situazioni, per farsi dare somme di denaro, da 5 a 10 euro alla volta, accedendo a ricariche telefoniche senza pagare per un totale di 900 euro. «Il denaro mi è stato poi restituito» ha ammesso la parte offesa. Gli altri due imputati assolti invece non sarebbero mai entrati nell’attività e su questo hanno puntato le difese.

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