«Apro il mio centro estetico a misura di cliente, c’è speranza per il commercio dorico»

La realizzazione di un sogno implica lanciare una sfida. Lei lo ha fatto

Martina Antognini

I sogni nel cassetto possono essere rischiosi, per tentare di realizzarli serve coraggio e Martina Antognini di coraggio ne ha. Voleva fare l’estetista, desiderava aprire un centro estetico e adesso ha realizzato il sogno. Nessun mutuo in una di quelle banche che ti sbattono la porta in faccia. A 29 anni ha deciso di contare sulle sue forze e giocarsi il tutto per tutto. Per aprire “Segreti di Bellezza”, il locale in via del Canale, ha messo in gioco tutti i suoi risparmi. Un aiuto per avere quel locale in fase di sgombero è arrivato sì, ma solo dai familiari e adesso Martina si trova con l’affitto da pagare e una scommessa su sé stessa. Dopo aver frequentato le superiori Martina ha deciso, dopo qualche anno, di aprire un centro tutto suo. L’esperienza necessaria è arrivata dopo stage e un periodo come dipendente.

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«Sognavo prima o poi di avere una cosa solo mia e ho trovato l’occasione - racconta l'estetista anconetana - visto che ormai non riuscivo più a lavorare nei centri estetici ho deciso di prendere un’attività, anche perché se non ti butti e non ci provi l’occasione non ci sarà mai. C’è sempre un margine di rischio». Ed eccolo, il rischio. Martina ha preso la struttura in affitto in zona Regione e vuole lanciare un centro estetico dove lavora solo lei a tu per tu con il cliente, con il quale vuole mantenere un rapporto eslusivo, fatto di estetica e umanità. Martina vuole essere estetista, ma anche amica del cliente. «Si deve partire bene e ci si deve adeguare alla clientela. Devi andare verso il cliente, molti centri estetici puntano tutto sui macchinari, io vorrei invece tornare al rapporto con l’estetica che è anche un po' "psicologia". Lavoro sulla cliente, instauro un rapporto umano, l’estetica è la base e credo nella figura del professionista che segue la persona in tutto e per tutto». Una sfida quella di Martina, anconetana, nata e cresciuta nella città dove ogni giorno qualche attività storica chiude e le catene anche lasciano il centro. «Credo nel commercio di Ancona e, per me sì, si può ancora pensare ad un futuro roseo per le piccole imprese e le botteghe. Quanto meno dobbiamo crederci per lavorare bene e far sì che l'attività decolli». 
 

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