Rimase ferito nell’esplosione della caldaia, Giuliano non ce l’ha fatta

L'uomo era rimasto ferito a marzo durante l'esplosione della caldaia nella centrale termica dell'ospedale Carlo Urbani. E' morto dopo 5 mesi di agonia

I vigili del fuoco sul luogo dell'incidente

Non ce l’ha fatta Giuliano Ciabuschi, l'operaio di 57 anni ferito lo scorso 26 marzo per l’esplosione della caldaia nella centrale termica dell'ospedale "Carlo Urbani" di Jesi. Cinque mesi di agonia per l’operaio di Cupramontana, i cui funerali saranno celebrati venerdì alle 11 nell’Abbazia di Sant’Apollinare a Monte Roberto.

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Il boato improvviso e la copertura della canna fumaria che era volata a centinaia di metri di distanza avevano richiamato l’attenzione di alcuni testimoni. Era stato proprio un residente nelle vicinanze a correre al vicino ospedale per allertare i soccorritori. A terra, a poca distanza da quel che rimaneva della caldaia, c’era l’operaio che è apparso subito in gravissime condizioni. L’uomo fu intubato e trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette con un codice rosso con ustioni gravissime. Un mese dopo l’operaio fu trasferito al Carlo Urbani, ma alla fine non c’è stato nulla da fare.
 

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