rotate-mobile
Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Fabriano

Indesit: tensioni in fabbrica, i sindacati vogliono riaprire il confronto

Due assemblee molto tese nella fabbrica di Melano, più tranquille ad Albacina e sede centrale. Al termine, pur con sfumature diverse, la richiesta dei lavoratori è stata quella di riprendere il confronto con Indesit

Due assemblee molto tese nella fabbrica di Melano, più tranquille ad Albacina e fra gli impiegati della sede centrale. Al termine, pur con sfumature diverse, la richiesta dei lavoratori è stata quella di riprendere il confronto con Indesit, per cercare di arrivare ad un “buon accordo, non certo ad un accordo qualsiasi”.

I delegati nazionali di Fiom, Fim, e Uilm hanno incontrato a Fabriano circa 2.000 addetti del gruppo elettrodomestico: un primo passaggio dopo la rottura della trattativa sul piano da 1.400 esuberi che si è consumata martedì scorso al ministero dello Sviluppo economico.
L'azienda ha annunciato l'avvio della procedura di mobilità per 1.400 addetti nei poli produttivi di Fabriano e Caserta, ma ci sono ancora una settantina di giorni per tentare di riannodare i fili di una vertenza che si trascina da cinque mesi e mezzo.
Dai 1.425 esuberi dichiarati a giugno Indesit era scesa a 1.030 (con 330 prepensionamenti e un piano graduale di riassorbimento di 400 lavoratori), e, anche se nessuno lo dice apertamente, il punto di caduta di un possibile accordo potrebbe essere appunto 330 esuberi.

I sindacati negano spaccature al proprio interno, trasversali ai territori e alle singole sigle sindacali, ma la Fiom invita il Governo a “non favorire accordi separati”.
“Sono emerse sensibilità diverse - spiega Gianluca Ficco della Uilm nazionale - ma la volontà di ottenere un buon accordo è comune a tutti i lavoratori”.

Uno dei nodi da sciogliere riguarda Melano, insieme a Caserta la realtà più penalizzata dal piano aziendale (solo 85 i posti di lavoro 'salvati'), anche se non più a rischio di chiusura.
Meno complessa la situazione del sito di Albacina, dove dovrebbe essere trasferita la produzione di 85 mila forni attualmente realizzati in Polonia.
Fra i due impianti si dovrebbe giocare l'acquisizione di altri forni da incasso che Indesit sposterebbe in Italia dalla Spagna: ai sindacati il compito di strappare all'azienda una compensazione equilibrata fra questi stabilimenti.

Quanto alle 150 posizioni impiegatizie in esubero fra Fabriano e la sede della multinazionale a Milano, una via d'uscita “relativamente indolore”, osserva Ficco, potrebbe essere raggiunta con il ricorso a contratti di solidarietà e naturale turnover. Anche la Fim (Anna Trovò, della segreteria nazionale, e Andrea Cocco, del sindacato marchigiano) sottolineano che la richiesta della base è quella di riaprire “rapidamente il confronto in sede istituzionale, affinché si arrivi ad un accordo che garantisca lavoro e produzioni in tutte le aree produttive”.
“La drammatizzazione innescata con la procedura di mobilità deve essere superata al più presto”.

(ANSA)

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Indesit: tensioni in fabbrica, i sindacati vogliono riaprire il confronto

AnconaToday è in caricamento