Porto: operazione “Squalo 2012”, quando il soccorso è internazionale

Oggi si è svolta ad Ancona una complessa esercitazione internazionale denominata "Squalo 2012" di ricerca e soccorso di aeromobile incidentato in mare. Presenti anche sei osservatori stranieri

Oggi si è svolta ad Ancona una complessa esercitazione internazionale denominata “Squalo 2012” di ricerca e soccorso di aeromobile incidentato in mare (SAR.MED.OC). Per l’occasione erano presenti anche sei  osservatori stranieri provenienti dalla Turchia, Marocco, Montenegro e Portogallo oltre alla partecipazione attiva della Spagna con un proprio velivolo dell’Aeronautica Militare e relativo equipaggio.

L’ESERCITAZIONE. Alle ore 08:25 scatta l’emergenza, la torre di controllo di Falconara contatta la Centrale Operativa della Capitaneria di porto di Ancona e riferisce che a causa di un’esplosione del motore di destra  e a seguito di complicazioni tecniche, un aereo di linea Airbus 320 con a bordo 170 passeggeri è ammarato a circa 20 miglia dalla costa (37 km. circa). Secondo il piano operativo di ricerca e soccorso in mare,  scatta l’organizzazione della complessa macchina dei soccorsi coordinata dalla Sala Operativa della Guardia Costiera di Ancona sede del 7° M.R.S.C. - Centro Secondario di Soccorso Marittimo.
Immediatamente lasciavano gli ormeggi le prime motovedette della Guardia Costiera ed a seguire tutte le unità navali disponibili anche delle altre Amministrazioni dello Stato e contestualmente venivano allertati i mezzi aerei (sia aerei che elicotteri) per le attività di ricerca e soccorso di eventuali naufraghi.
Veniva altresì allertata la Prefettura che attivava di conseguenza la Centrale Operativa Interforze per la predisposizione dell’apparato medico-sanitario a terra nonché le azioni di competenza per la regolamentazione della viabilità.

Intorno alle ore 10:00 venivano individuati i resti dell’aero e quindi iniziavano le operazione di recupero dei superstiti da parte dei mezzi navali della Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri e Vigili del Fuoco nonché da parte degli elicotteri delle stesse Forze di Polizia oltre a quelli dell’Aeronautica Militare e del Corpo Forestale dello Stato.
Il primo elicottero, una volta giunto presso l’eliporto del Cantiere CRN trasbordava i primi due naufraghi affidandoli alle cure mediche dei sanitari del 118 che nel frattempo con il personale della Protezione Civile avevano allestito n°2 P.M.A. (Posto Medico Avanzato) , un centro assistenza familiari oltre all’invio di numerose ambulanze.
Dopo i primi accertamenti sanitari si provvedeva all’ instradamento dei superstiti nei vari presidi  ospedalieri regionali.
Le operazioni si sono protratte sino alle 14:30 circa: sono stati recuperati  42 “superstiti” e 128 “senza vita”.
Ingente lo spiegamento di forze interessato dall’evento che ha visto circa 200 persone tra Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Sanitari del 118 e volontari impegnati nelle varie operazioni di soccorso.

“Questa esercitazione internazionale ha consentito di testare l’organizzazione predisposta per il soccorso in mare ad aereo incidentato verificando le capacità di intervento dei vari soggetti interessati al fine di garantire il soccorso e la salvaguardia della vita umana in mare nonché la sicurezza dei cittadini; è stato inoltre è stato mostrato agli osservatori intervenuti la capacità di pronta ed efficiente  risposta del dispositivo di sicurezza” ha dichiarato l’Ammiraglio Giovanni Pettorino, Comandante Regionale della Guardia Costiera delle Marche.
Al termine dell’esercitazione sono state espresse, da parte dell’Ammiraglio Pettorino,  parole di elogio e ringraziamento per la professionalità e il senso del dovere dimostrato da parte di tutti i partecipanti.
 

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