Ancora puzze, il Comune contatta Arpam ma è polemica sulla comunicazione

Polemiche sui ritardi nel comunicare quanto avvenuto in Raffineria. Cic/Fbc e Siamo Falconara: «Brandoni deludente». Legambiente: «Spiegazioni non più tollerabili»

Foto di repertorio

Ancora puzze di gas avvertite in più punti della città. Non con la stessa intensità di ieri ma a appesantire una situazione già parecchio esasperata. In mattinata il Comune ha diramato, sul suo sito istituzionale e sul servizio Whatsapp, la nuova comunicazione della Raffineria dove si spiega che «le operazioni di manutenzione del serbatoio 61, da tempo fuori servizio, sono iniziate da pochi giorni. Nonostante le precauzioni prese, nostro malgrado nella giornata di ieri si sono verificati dei fenomeni odorigeni fastidiosi. I lavori prevedono il trasferimento di fondami, la pulizia del serbatoio e la successiva manutenzione con inserimento di doppio fondo per garantire i più elevati standard di protezione ambientale». Sempre la Raffineria ha spiegato che il lavoro durerà circa un anno ma sono proprio queste prima fasi «le più critiche dal punto di vista del potenziale impatto olfattivo. Stiamo mettendo in campo tutte le precauzioni possibili». Il Comune è in contatto con Arpam. Anche per capire che tipo di esalazione è arrivata in aria. Stefania Signorini, vicesindaco e candidata per la maggioranza uscente alle prossime comunali ha fatto spiegato che «tra le prime telefonate di segnalazione di ieri e l'invio dei messaggi web, social e Whatsapp per spiegare ai cittadini l'origine dell'aria maleodorante sono passate un paio di ore per accertare con esattezza la dinamica dei fatti. Ciò non toglie che l'esigenza dei cittadini di essere informati sia importante. Serve una sempre maggiore collaborazione tra i vari soggetti coinvolti e un miglioramento costante dei nostri canali comunicativi . Si lavora anche oggi interfacciandoci con l'Arpam per conoscere e informare i cittadini sulla nocività o meno del fenomeno registrato. Vi assicuro il mio impegno anche futuro, se ne avrò la possibilità, per migliorare la nostra situazione ambientale, per affrontare le criticità, per migliorare la comunicazione e per trovare risposte».

Il che non ha fermato le polemiche. «I cittadini hanno sommerso di chiamate il numero verde del Comune – attaccano gli attivisti di Falconara Bene Comune/Cittadini in Comune e Siamo Falconara - che è risultato a molti occupato. La mancanza di informazione e di comunicazioni ufficiali ha aumentato il disagio nei cittadini. L’Amministrazione comunale, certamente dopo le ore 20:10, decide di postare sul sito del Comune, un comunicato di Api sgangherato, impreciso, costellato di errori di datazione e farcito di frettolose sottovalutazioni del fenomeno. L’Amministrazione Brandoni ha deluso ogni ragionevole aspettativa, rendendosi protagonista di azioni di facciata atte solo a mascherare una inconsistenza sfiancante su questa problematica di vitale importanza». Duro anche l'attacco del circolo falconarese di Legambiente. «L'ingombrante presenza della raffineria nella nostra città sta destando preoccupazioni sempre più gravi e frequenti. Le esalazioni sono solo la tangibile manifestazione di un problema del quale non si riesce a conoscere la gravità. Le spiegazioni ufficiali, sempre tese a rappresentare i problemi come minimi o fisiologici, non sono più tollerabili» sbotta il presidente Enea Neri. «Non ci accontentiamo più – prosegue - delle informazioni promulgate dall'azienda. Di quali sostanze stiamo parlando? Sono esalazioni nocive per la salute dei cittadini? È tempo che il sindaco di Falconara acquisisca certezze presso gli organi preposti, e spieghi con cognizione di causa agli abitanti della città quel che accade in queste circostanze. Ma, più in generale, i falconaresi vogliono sapere cosa respirano tutti i giorni, anche quando non si avvertono odori molesti. Il sindaco è il responsabile dell'incolumità pubblica. Attendiamo risposte puntuali ed esaustive da parte sua, senza ulteriori indugi».

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