Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Parco Conero, il nuovo direttivo: «Stop diffidenza, puntiamo a Parco Nazionale»

Il nuovo presidente Daniele Silvetti: «I cittadini ci vedono come quelli che mettono solo vincoli, ma non siamo nemici del territorio. Puntiamo al rilancio»

Daniele Silvetti

«Vorrei che il Parco del Conero, dopo il suo rilancio, possa diventare un parco nazionale. Credo che la prospettiva di questo ente non possa essere che questa». Parole di Daniele Silvetti, neopresidente dell’Ente Parco del Conero, che nella sede di Sirolo ha incontrato i delegati comunali, regionale, dell’Università Politecnica e delle associazioni che fanno parte del nuovo consiglio direttivo. In quelli che lo stesso Silvetti ha definito gli “Stati generali” dell’Ente, sono intervenuti anche i sindaci di Ancona, Sirolo, Numana e Camerano. Obiettivo, tracciare la strada per il rilancio del Parco del Conero nei prossimi cinque anni. Un rilancio passa per la valorizzazione delle attività produttive, turistiche e culturali. Ribadita, ad esempio, l’idea di realizzare un arecheodromo con insediamento piceno

«Cambiare la percezione dei cittadini»

«E’ un momento importante anche da un punto di vista operativo- ha detto Silvetti- dovremo mettere in equilibrio il rispetto e la tutela dell’ambiente con quello di valorizzazione delle attività produttive. Dobbiamo chiarire il rapporto con gli enti- continua Silvetti- il rapporto con i comuni è fondamentale, dobbiamo semplificare alcuni strumenti e dare risposte più veloci ed efficaci a chi vive e convive qui. Non siamo nemici del territorio, dobbiamo lavorare di più e meglio sulla programmazione». Non è un mistero, infatti, che il Parco del Conero è percepito da molti come un’ entità distante, con il compito di “mettere solo vincoli”. «Non è così- dice Silvetti- con il buonsenso e gli strumenti della legge dobbiamo dare risposte e risolvere problemi». Dello stesso avviso Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana: «La tutela del territorio non è dominio, ma condivisione del territorio stesso. L’Ente esca da queste mura e sia più presente tra i cittadini, che finora avevano paura di non essere più i padroni del loro territorio». Parola d’ordine “condivisione” anche per Filippo Moschella, sindaco di Sirolo: «L’Ente Parco, finora, ha avuto problemi economici ma anche di collegamento con il territorio». Il Presidente della Regione Francesco Acquaroli: «Bisogna superare il campanilismo che abbiamo nelle Marche, questo crea diffidenza. Lavorare nel Parco non è togliere qualcosa a qualcuno, ma operare coinvolgendo altri enti». 

I numeri 

L’Ente Parco del Conero percepisce dalla Regione Marche circa 540mila euro per le spese correnti, 300mila per gli investimenti. «Quando il parco venne istituito, incassava dalla Regione circa 2 milioni di euro da solo. I numeri sono figli di un periodo in cui non si è creduto molto nello sviluppo delle aree protette, la politica non ha voluto approfittare di uno strumento che è tra i più formidabili». Valeria Mancinelli punta l’attenzione sulle risorse a disposizione: «Bisogna avere la coerenza e il coraggio per affrontare l’ordinario, ma nel nostro Paese c’è la via di fuga dell’extra-ordinario. Costruiamo insieme il “come fare” le tante cose in programma». 

Le associazioni 

Le associazioni presenti nel direttivo hanno poi rappresentato le rispettive esigenze. Riccardo Picciafuoco (ambientalisti): «La vocazione di un’area protetta è la tutela. Non serve aumentare i vincoli, ma orientare le scelte con priorità alla manutenzione dei sentieri. Non è possibile infatti avere dei percorsi chiusi per motivi di sicurezza». Le associazioni turistiche hanno richiamato l’esigenza di rendere balneabili tutte le zone della riviera, evitando sversamenti dei fiumi nei territori del Parco. Gli agricoltori hanno invece accennato al problema del controllo degli animali selvatici e dei risarcimenti tardivi. 

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