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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca

Querelata per aver diffamato Emanuele Lodolini e la madre, per il giudice non c’è reato: caso archiviato

Sotto accusa era finito un ex assessore comunale. Aveva commentato in rete un articolo di un periodico che tirava in ballo il genitore dell’ex parlamentare

ANCONA - Un commento finito in rete, ad un articolo apparso su un periodico cittadino, era costato una denuncia per diffamazione all’ex assessore di Ostra Vetere e ad altre quattro persone. A muovere la querela erano stati l’ex parlamentare del Pd Emanuele Lodolini e la madre, Paola Bonaccorsi. Una vicenda che risale a giugno del 2017. Su un social network erano apparse frasi ritenute offensive perché criticavano un incarico lavorativo, segretaria per gli interventi post terremoto, avuto dalla Bonaccorsi dall’allora giunta regionale guidata dal governatore Luca Ceriscioli. L’articolo che scatenò i commenti ricostruiva la carriera lavorativa della Bonaccorsi evidenziando gli incarichi ricevuti negli anni in seno al Partito Comunista Italiano, al Partito Democratici di Sinistra ed infine al Partito Democratico. E indicava una cifra per l’incarico a segretaria criticando a sua volta il lavoro ottenuto.

Paola Fabbrini, all'epoca dei fatti assessore alla Cultura e al Turismo ed eletta nella stessa area politica di centro sinistra di Lodolini, aveva condiviso nella sua pagina Facebook l’articolo critico commentando: «E questo signore candidato alle regionali nonché pupillo di sindaci in vista. E giù a postare disappunto per cene fasciste … quando chi ha peccato può scagliare pietre. Applausi. Sono curiosa della replica». La procura aveva archiviato la querela perché  non era agevole accertare le identità degli autori della presunta diffamazione. Lodolini e la madre si sono opposti all’archiviazione e il gip Carlo Masini, nei giorni scorsi, accogliendo la tesi difensiva di Fabbrini, difesa dall’avvocato Corrado Canafoglia, che ha sostenuto che «l’ex assessore ha preso solo atto di quanto scritto dal giornale aspettandosi una replica da un candidato al Consiglio Regionale». Il gip non ha ravvisato condotte diffamatorie. «Ho vissuto questa vicenda a testa alta - commenta Fabbrini - ma forte della certezza che la giustizia avrebbe fatto il suo corso. Dopo aver pubblicato l'articolo in questione iniziarono diverse pressioni politiche a danno della mia attività di assessore trovando una serie di ostacoli operativi sino ad arrivare alla revoca della mia nomina da parte del sindaco».

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