Un torneo multietnico per riqualificare il quartiere, arriva “Educalci”

Il progetto offre servizi gratuiti agli adolescenti del quartiere ma ha permesso anche la riqualificazione dell’area urbana dove cronaca e tensioni sono quasi all’ordine del giorno

I bambini durante un allenamento di Educalci

50 bambini di nazionalità diverse che giocano a calcio a 5 e si allenano per un torneo. Non è un mondiale e neppure un progetto di integrazione, bensì il tramite con cui la cooperativa sociale “I.R.S. L’Aurora” intende rilanciare il quartiere degli Archi offrendo servizi di aggregazione gratuira agli adolescenti che lo abitano, proprio là dove le tensioni dovute al multiculturalismo e le presenze sulla cronaca locale sono quasi all’ordine del giorno. Il progetto si chiama “Educalci” e la cooperativa rappresentata dalla coordinatrice Margherita Barocci ha scelto di realizzarlo al Pacifico Ricci, fino a poche settimane fa terra di nessuno se non di spacciatori e oggi un parco  riqualificato con tanto di campo da calcetto degno di tal nome. Tutto diventerà poi un documentario realizzato dal video maker Francesco Conte e dal fotografo Paolo Zitti.

La cooperativa, attiva da oltre 30 anni sul reinserimento lavorativo di persone svantaggiate, supporto di minori a rischio, contrasto delle dipendenze patologiche e marginalità carceraria si è aggiudicata il finanziamento della fondazione pesarese Wanda Di Ferdinando, che aveva aperto un bando chiamato “Ripartenza” finalizzato proprio alla realizzazione di iniziative o servizi per minori e famiglie del territorio. “Educalci” è nato proprio da questo: «Abbiamo scelto di realizzarlo agli Archi per due motivi- spiega la Barocci- uno è puramente organizzativo, il bando chiedeva infatti che il progetto si svolgesse possibilmente con persone già attive in rete sul territorio e alcuni collaboratori sono già stati attivi nel quartiere come l’antropologo Giorgio Cingolani o il sociologo Silvio Boldrini. L’altra ragione è politica. Ho la sensazione che gli Archi siano vittima di marginalizzazione. Da un lato è un quartiere invisibile perché non ci si viene quasi mai, dall’altra è visibile ma per come lo intendono gli altri cioè un posto noto alle cronache. Era interessante per noi dare la possibilità di conoscerlo sotto un’altra forma».

 Meno di un mese fa il parco era seminato di siringhe, le staccionate erano spezzate e la vegetazione aveva divorato il campo da calcetto privo di reti e porte. Il Comune lo ha riqualificato a spese proprie mentre il finanziamento del bando e il cofinanzamento della cooperativa permettono ai bambini di svolgere l’attività gratuitamente. Ecco allora che Patrick può divertirsi dribblando i suoi avversari e magari servire uno tra Abul Beba, Fallu, Alessandro o una delle bambine. Si perché le squadre sono miste sia per sesso che per nazionalità. I bambini, perlopiù Italiani, nigeriani, senegalesi, marocchini, tunisini, bengalesi e afgani, si allenano il lunedì pomeriggio sotto lo sguardo di Luca Fiordelmondo e Francesco Fabbretti, gli allenatori messi a disposizione della A.S.D. Dorica. Finiranno anche su un album di figurine, quello che a fine progetto la cooperativa consegnerà loro con le rispettive fotografie. Se l’integrazione non era la mission principale, è comunque un piacevole effetto: «Il primo giorno c’era un gruppo di ragazzi più grandi che non voleva lasciarci il campo e abbiamo ritardato gli allenamenti, ora uno di loro vuole partecipare al torneo con una propria squadra- conclude la coordinatrice- la crisi del welfare ha fatto si che ci siano pochi soldi per la cura della persona, quindi i servizi e la cooperazione sociale creano prevenzione sul territorio. Non sei tu che vai in una comunità o da un’istituzione ma è lei che si muove in modo preventivo offrendoti dei servizi». All’allenamento di lunedì ha assistito anche l’assessore comunale all’Urbanistica Stefano Foresi. «Agli Archi l’integrazione è già in atto e questo progetto offre ulteriore ossigeno - ha spiegato Foresi- basta guardare la scuola o questo stesso campetto. Abbiamo riqualificato anche il parco di via Fornaci Counali con nuovi giochi proprio perché sappiamo che viene usato da tutto il quartiere. Ci tenevo tantissimo a questo torneo, tappa decisiva per riprendere in mano questa zona che è sempre vissuta in una specie di limbo».

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