Cronaca

Il cardinal Menichelli premiato col "Picchio d'oro": «Le Marche sappiano accogliere il prossimo»

Giovedì si è celebrata la Giornata delle Marche. Il cardinale Menichelli ha auspicato che le Marche non perdano mai le sue tradizioni e che si confermino un tessuto sociale solidale, capace di saper accogliere il prossimo

Ceriscioli - Menichelli

Premiato con il Picchio d’Oro per il proprio impegno sociale e pastorale il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo: «La prima cosa che dico alle mie Marche è che non tradisca mai le sue tradizioni perché questa festa è collegata alla festa solenne della Santa Casa del Santuario di Loreto. Auguro alla mia comunità di non tradire le radici. La seconda cosa che mi sento di augurare è il recupero del carattere, della speranza che ha fatto la storia di questa regione. Anche le nostre sono state terre di emigrazione, per migliorare la realtà. Allora dobbiamo essere capaci anche in questo contesto storico così tribolato e farraginoso, qualche volta anche così violento, di essere regione che accoglie, perché solo così esprimeremo un altro valore che ha fatto delle Marche un’eccellenza e cioè la vicinanza alle persone». Lo ha detto giovedì in occasione della Giornata delle Marche, all’Auditorium della Mole Vanvitelliana di Ancona. A fare gli onori di casa, il presidente delle Marche Luca Ceriscioli, che ha evidenziato che il 10 dicembre sia una festa che unisce anche i marchigiani dell’altra parte del mondo, una comunità forte che ha saputo mantenere un legame solido con la propria terra di origine: «La Giornata odierna va dedicata ai marchigiani che lottano per il loro posto di lavoro e per le loro famiglie. Veniamo da anni difficili e bisogno riservare vicinanza e attenzione ai marchigiani che chiedono il sostegno di  una comunità coesa e solidale per superare, insieme, le difficoltà quotidiane».

Anche il Presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo ha rimarcato l’importanza della giornata di ieri e poi sono arrivate le altre premiazioni. In particolare quella che ha visto al centro Giovanni Giusti, premiato speciale del presidente della Regione. Giusti è il titolare dell’azienda agraria che ha prodotto il “BollaRosa”, lo spumante scelto per il brindisi del pranzo dei capi di Stato nel primo giorno dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, servito al tavolo con Putin e Obama. «È stata una soddisfazione incredibile – ha detto, mentre riceveva il premio - È il coronamento di anni di lavoro sul mercato americano. Siamo stati informati dall’Agenzia Onu Italia, in contemporanea avevo avuto una segnalazione dal mio importatore, una cosa che speravamo accadesse e che è stata confermata da quanto poi è realmente avvenuto».

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