Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Abbattuti gli abusi edilizi nascosti tra i canneti: multa al responsabile

La Guardia di Finanza ha scoperto 18 strutture abusive per complessivi 1.230 metri cubi circa. Patteggiamento per la persona che li ha costruiti

Abbattuti i manufatti edificati in modo abusivo, sequestrati dai finanzieri della Tenenza di Porto Recanati lo scorso ottobre 2020. Il responsabile patteggia la pena. I fatti risalgono al mese di ottobre 2020 quando durante un controllo del litorale costiero una pattuglia di finanzieri di Porto Recanati ha notato vicino ad un ristorante alcuni manufatti edilizi di recente realizzazione, nascosti dalla folta vegetazione composta principalmente da canneti. 

La presenza di attrezzature e materiali impiegati nell’edilizia e l’assenza di cartelli indicanti gli estremi delle autorizzazioni per la realizzazione di opere murarie avevano insospettito le forze dell'ordine. Così i militari hanno accertato gli abusi edilizi su un’area peraltro soggetta a vincolo paesaggistico e collocata in zona sismica. I finanzieri hanno sottoposto a sequestro preventivo l’area, che si estende per circa 20mila metri quadri e i 18 annessi manufatti abusivi. A seguito del provvedimento, l’autore degli abusi edilizi ha abbattuto quanto da lui edificato illegalmente, chiedendo al magistrato inquirente di poter ottenere la disponibilità di accesso all’area sottoposta a sequestro, per rimuovere i manufatti. In pochi mesi, come constatato dalle Fiamme Gialle con la collaborazione dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Porto Recanti, è stato ripristinato lo stato originario dei luoghi, mediante demolizione di quanto abusivamente realizzato, restituendo all’area interessata l’originario aspetto.

Il difensore dell’imputato ha avanzato richiesta di patteggiamento, a fronte della quale il gip di Macerata, preso atto dell’assenso della Procura, ha emesso sentenza di applicazione della pena di sei mesi di arresto (pena sospesa) e 30mila euro di ammenda, dispondendo il dissequestro dell’area. I finanzieri hanno quindi rimosso i sigilli che delimitavano l’area, la quale è ritornata nella disponibilità dell’utilizzatore.
 

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