Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Droga rosa, condannato il barbiere. Niente carcere, farà quasi 2mila ore di volontariato

La pena, in abbreviato, pari a due anni e otto mesi, è stata convertita in lavori di pubblica utilità. Decaduti gli arresti domiciliari, ora è libero

ANCONA - Una condanna a due anni e otto mesi convertita in quasi 2mila ore di lavori di pubblica utilità. Li farà il barbiere arrestato a marzo scorso perché trovato con 55 grammi di cocaina rosa. La sentenza è arrivata oggi, in abbreviato, davanti alla gup Francesca De Palma. L’imputato, un 30enne di origine colombiana, era difeso dagli avvocati Carmelino Proto e Giuseppe Cutrona. Il barbiere ha già trascorso sei mesi agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico e il permesso di andare solo al lavoro. Con la sentenza di oggi la misura cautelare per lui è finita. È tornato libero. La pena la sconterà facendo 1.536 ore di lavoro alla Misericordia Onlus di Torrette.

Gli avvocati Carmelino Proto e Giuseppe Cutrona

Nell'udienza di convalida, fatta pochi giorni dopo le manette (l'arresto risale al 10 marzo), aveva ammesso che la droga era la sua. «Era per me, per uso personale, non sono uno spacciatore», aveva detto davanti alla gip Sonia Piermartini. Il barbiere era stato arrestato dai carabinieri del Nas, guidati dal comandate Alfredo Russo. I militari lo avevano trovato con 55 grammi di droga rosa, una sostanza stupefacente sintetica dagli alti effetti allucinogeni anche per piccole quantità assunte. Il 30enne, già noto alle forze dell'ordine, era all'interno della sua attività, in centro città, quando sono arrivati i carabinieri per un controllo. I militari avevano trovato un piccolo quantitativo di droga nel salone da barbiere e il resto era nell'abitazione, a Palombina.

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