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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Fiumi di cocaina, condannata la banda dei pony express. Messaggi in codici per gli ordini di droga chiamata “lady” e “sasso”

Quattro gli imputati, condannati complessivamente a quasi 9 anni di carcere. Al gruppetto i carabinieri erano arrivati dopo due episodi: un'auto trovata con tre etti e mezzo di polvere bianca al casello Ancona nord e un trolley con mezzo chilo di cocaina in stazione

ANCONA – I carabinieri seguivano una pista, certi che ad Ancona stavano circolando fiumi di droga, per lo più cocaina, che arrivava da Milano attraverso alcuni corrieri che si muovevano sia via autostrada che via treno. Una maxi indagine dove c'era rientrato il ritrovamento di mezzo chilo di polvere bianca in un trolley, alla stazione, a marzo dell'anno scorso, con il coprifuoco per la pandemia ancora in atto, e un arresto fatto un mese dopo, all'uscita del casello di Ancona Nord, per un colombiano oggi 29enne alla guida di una Volkswagen Scirocco. La vettura era stata trovata con tre etti e mezzo di cocaina nascosta nel vano dello stereo, modificato appositamente per contendere la droga. Per trovare la cocaina i militari avevano dovuto far smontare l'automobile. Le due operazioni avevano fatto drizzare le antenne ai carabinieri del Norm della Compagnia di Ancona che dopo intercettazioni e pedinamenti hanno scoperto e sgominato in pochi mesi una banda di pony express della cocaina che avrebbe rifornito il mercato dello spaccio tra Ancona e Falconara. Oggi per i componenti del gruppo, quattro giovani tra i 21 e i 29 anni, sottoposti a misure cautelari a gennaio scorso, perlopiù di nazionalità straniera, è arrivata la condanna davanti al gup Alberto Pallucchini per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. In due hanno patteggiato. Si tratta di un colombiano, 29 anni, residente ad Ancona. Ha perso un anno, era difeso dall'avvocato Giuseppe Cutrona. L'altro, un romeno di 22 anni, ha patteggiato a 10 mesi e 20 giorni. Era difeso dall'avvocato Michele Brisighelli e gli veniva contestato solo un episodio di spaccio. Una figura molto marginale la sua. Abbreviato per gli altri due. Un rom di Falconara, considerato il mandante dei tre etti e mezzo di cocaina trasportati poi dal colombiano, quello dell'auto intercettata al casello. Ha preso 4 anni e 4 mesi, era difeso dall'avvocato Federica Battistoni. Tre anni e 6 mesi per un italo-albanese di Fano, 21enne, difeso dall'avvocato Caterina Ficiarà. Avrebbe creato il nascondiglio della droga nel vano porta stereo. Singolare i nomignoli dati agli ordini della droga ed emersi dalle intercettazioni che hanno portato poi i carabiniere a contestare diversi episodi di spaccio, tra hashish e cocaina. La droga era chiamata “sasso”, “sassetti”, “due pietre” e anche “lady”.

A gennaio, mentre i militari eseguivano le custodie cautelari, uno dei destinatari, il rom, aveva cercato di disfarsi di quasi due etti di polvere bianca buttandola dal balcone di casa, a Falconara. Al gruppetto i carabinieri erano arrivati dopo due episodi specifici. Uno avvenuto appunto a marzo dello scorso anno, alla stazione ferroviaria. C'era ancora in corso il coprifuoco per la pandemia quando i carabinieri notarono un 29enne in piazza Rosselli, di origine dominicana, con un trolley al seguito. Lo straniero, residente in provincia di Taranto, era arrivato con un treno partito dalla Puglia. Attorno all'1.30 è uscito dalla stazione e si è trovato davanti i carabinieri del Norm che stavano facendo un posto di blocco. Con i militari c'era anche il comandate della Compagnia di Ancona Manuel Romanelli. Fu fermato e controllato. Addosso era pulito ma nella valigia c’era un involucro termosaldato con dentro mezzo chilo di cocaina pura del valore di 50mila euro. Per il 29enne scattò l’arresto. L'altro episodio risale al 29 aprile scorso, portò all'arresto di un 27enne colombiano, residente ad Ancona, fuori dal casello autostradale Ancona Nord. I carabinieri lo avevano fermato a bordo di una Volkswagen, per controlli, e lui pensava di farla franca consegnando loro un pezzo di fumo. I militari ispezionarono bene la vettura e dentro il vano stereo c'erano 350 grammi di cocaina. Da lì i militari sono risaliti ad almeno 30 episodi di spaccio, andati avanti per mesi, che hanno portato alle quattro misure cautelari.

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