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Foto di repertorio

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Picchia la moglie, lei chiama il 112 e lo fa arrestare: scatta il divieto d'avvicinamento

I carabinieri lo hanno arrestato nell'appartamento dove vivevano insieme. Il Gip ha disposto la misura del divieto di avvicinamento alla donna. Secondo la difesa dell'uomo ad attenuare la sua posizione è stato un sms in cui lei gli scriveva: «Nega, ho inventato tutto»

Lei denuncia le violenze del compagno, chiede aiuto, arrivano i carabinieri di Brecce Bianche a casa e lo arrestano. Un quadro tristemente noto quello che si è verificato il 2 marzo in un appartamento nel quartiere Q1 di Brecce Bianche. Subito dopo l'episodio di martedì il pm aveva disposto per l'uomo gli arresti domiciliari in una casa diversa da quella della vittima. Misura richiesta anche in sede di udienza di convalida ieri mattina presso la caserma della Montagnola. Il Gip, Sonia Piermartini, alla luce dei fatti, ha deciso nei confronti del 30enne di applicare la misura cautelare del divieto di avvicinamento e del divieto di comunicazione con la vittima. 

Secondo quanto riporta la difesa del 30enne, ad attenuare la sua posizione sarebbe stato un messaggio che la donna avrebbe mandato al compagno subito dopo il fatto con su scritto: «Non è vero nulla, ho agito per rabbia. Non addossarti alcuna colpa». Questo elemento avrebbe convinto il giudice a non disporre per l'uomo, difeso dall'avvocato Jacopo Saccomani, gli arresti domiciliari bensì la misura più "tenue" del divieto di avvicinamento. La tesi difensiva nega l'addebito maggiore legato ai maltrattamenti in famiglia e per questo motivo il presunto aggressore in udienza telematica si è avvalso della facoltà di non rispondere: per lui non era nient'altro che un litigio, non c'è stata alcuna violenza. Le indagini ad ogni modo seguiranno il suo corso per poter delineare meglio la situazione e la dinamica dei fatti. 

Messaggio o no, i carabinieri quella mattina sono intervenuti nell'appartamento dove, peraltro, vive anche il figlio di due anni. Dopo aver arrestato l'uomo che si trovava ancora dentro casa, i militari hanno allertato il personale medico del 118. La donna è stata portata al pronto soccorso di Torrette secondo il protocollo del "Codice rosso". Sul corpo aveva varie contusioni e se la caverà con una prognosi di una decina di gioni. Nella ricostruzione dei fatti i carabinieri avrebbero accertato che già in passato la giovane sarebbe stata vittima di violenze da parte del compagno, violenze che, però, non avrebbe mai denunciato. Mentre era incinta, inoltre, si sarebbe rivolta ai medici del pronto soccorso, ai quali avrebbe riferito di aver sbattuto accidentalmente contro un mobile celando, forse, il vero motivo di quei lividi. La 19enne ora non si trova più nella città dorica e si è trasferita in una zona protetta. 


 

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