«Cerchiamo eroi di solidarietà», servono donatori di midollo: l’appello e i falsi miti

L'Associazione Donatori Midollo Osseo lancia un appello ai giovani marchigiani: «C'è un bisogno disperato, potete salvare la vita di qualcuno»

Foto tratta da UCLA Healt

C’è un disperato bisogno di donatori di midollo e cellule staminali emopoietiche. Sono queste persone, spesso, le ultime speranze per i malati di linfoma, mieloma e leucemia che hanno terminato senza successo i percorsi terapici tradizionali. La pandemia Covid ha fermato per circa 4 mesi i reclutamenti e l’associazione Associazione Donatori Midollo Osseo, con il presidente regionale Elvezio Picchi, ha lanciato un grido di aiuto (GUARDA IL VIDEO). Lo ha fatto stamattina a Torrette con il direttore generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi e il responsabile del registro regionale dei donatori, Alessandra Zoli. La campagna si chiama “Match it now!”. «Abbiamo bisogno di eroi di solidarietà- ha detto Picchi- molte volte sono loro l’ultima speranza di salvezza per chi ha malattie oncoematologiche». Nelle Marche i donatori fino all’anno scorso erano 27.000, ma allo scorso agosto erano solo 10.000: «Altrettanti hanno raggiunto il 55° anno di età, quello in cui si viene cancellati dal registro- ha spiegato la Zoli- quindi è come se nell’ultimo anno non avessimo avuto donatori. La compatibilità è molto bassa, circa 1 su 100.000, ecco perché ogni donatore è importante». «Questo gap va recuperato- ha detto Caporossi- altrimenti si accumulerà e poi sarà difficile rientrare in quel ritmo». 

La donazione

Può fare domanda chi ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, con peso superiore ai 50 chili, ma l’iscrizione al registro è valida fino al compimento del 55° anno. I requisiti sanitari sono gli stessi che valgono per i donatori di sangue. Dal 19 al 26 settembre l’iscrizione può essere fatta online tramite il sito di admomarche o su quello del registro italiano IBDMR, il candidato viene poi contattato per ricevere tutte le informazioni. Se idoneo, viene inserito nell’elenco e all’occorrenza sarà chiamato a donare nel centro più vicino dopo approfonditi esami medici. Salvo rari casi, la chiamata alla donazione si riceve una sola volta nella vita. La donazione può avvenire in due modi. «La procedura tramite cresta iliaca, cioè con prelievo dal midollo stesso, si effettua con un piccolo intervento in anestesia generale e un ricovero di due giorni- ha spiegato la Zoli- ma si può donare anche con prelievo di sangue periferico, in questo caso il midollo va stimolato alla produzione di cellule staminali con una puntura che si fa per quattro giorni. Finora, in entrambi i casi, non abbiamo mai riscontrato controindicazioni».  

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I falsi miti 

Oltre al Covid, e quindi alla possibilità materiale di reclutare donatori, ci si mette anche la paura. A sfatare i falsi miti è Elvezio Picchi: «C’è chi ha paura di chissà quale buco sulla schiena, ma anche dell’inattività quando invece abbiamo avuto giocatori di rugby che hanno donato e la domenica successiva erano in campo. In 2 giorni si è fuori dal ricovero e nel caso del prelievo di sangue, il giorno stesso si è operativi. Non c’è uno stop alla vita quotidiana». 
 

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