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Il passaporto falso, i soldi e i libri tagliati per nascondere i documenti

Il passaporto falso, i soldi e i libri tagliati per nascondere i documenti

Documenti falsi per gli stranieri, carte e passaporti viaggiavano nei libri

La polizia ha arrestato un 25enne, accusato di traffico e possesso di documenti falsi. Processato per direttissima, il giovane ha patteggiato una pena di due anni di reclusione

Scoperta la base per il reperimento di documenti falsi a Posatora di  Ancona e arrestato un iraniano di 25 anni, regolare sul territorio dopo avere ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale, ora accusato di traffico e possesso di documenti falsi. Era proprio lui a gestire quello che, secondo la Squadra Mobile di Ancona che ha condotto le indagini, era un costante traffico di documenti falsi. Come arrivavano? Carte di identità e passaporti viaggiavano all’interno di insospettabili libri all’interno dei quali si ricavavano degli incavi forando le pagine. Secondo gli inquirenti, solo nell’ultimo mese, l’iraniano avrebbe consegnato almeno una decina di documenti falsificati per un costo di 1.500 euro a ognuno. Era il prezzo che i clienti stranieri dovevano sborsare se volevano ricrearsi una verginità ad Ancona e nelle Marche e, perché no, anche da parte di alcuni richiedenti asilo che avrebbero preferito presentarsi alla Commissione Territoriale con una nazionalità più consona ad ottenere lo status di rifugiato. Un giro di documenti «inquietante» secondo la Polizia perché non è da escludere che quel canale possa anche essere stato utilizzato da parte di chi, in Italia, covasse obiettivi terroristici. Non è un caso che ora tutta la documentazione d’indagine sia passata alla Digos dorica con l’obiettivo di risalire agli acquirenti dei documenti, cioè coloro che in questo momento sono in giro per il suolo italiano pronti a dichiarare generalità false. Ma soprattutto per arrivare all'autore della falsificazione, che si presume possa agire dall’estero.

Fatto sta che l’iraniano è stato fermato dopo un blitz degli agenti della Mobile che, guidati dal capo Virgilio Russo, ieri sera hanno irrotto in un appartamento di via Scrima, zona Posatora. Gli agenti hanno scoperto come l’uomo fosse in contatto con dei fornitori capaci di preparare un qualsiasi documento alla perfezione, mentre lui, nel suo cellulare, aveva le foto di primo piano di molti stranieri. Delle fototessere, che avrebbe inviato ai produttori dei documenti così da preparare il prodotto finito. Un giro d’affari niente male visto che il giovane, oltre a vestire con tutti indumenti firmati, è stato trovato in possesso di 1.200 euro in contanti. Processato per direttissima, l'iraniano ha patteggiato una pena di 2 anni di reclusione.

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