Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Soldi in cambio di prescrizioni: indagati anche quattro medici anconetani

Tre medici di Ancona e uno di Jesi sarebbero tra gli indagati nell'inchiesta "Do ut des": informatori scientifici sollecitavano i dottori ad aumentare le prescrizioni di farmaci in cambio di denaro e altri benefit

Secondo quanto è emerso nella serata di ieri anche tre medici di Ancona e uno di Jesi sarebbero tra gli indagati nell’inchiesta “Do ut des”: secondo gli inquirenti alcuni informatori scientifici di “una nota azienda farmaceutica” sollecitavano i medici indagati – nefrologi, endocrinologi e pediatri – ad aumentare le prescrizioni di alcuni farmaci – tra cui ormoni – con l’inserimento in terapia di nuovi pazienti, anche bambini.

Sono 67 i medici indagati, cui vanno aggiunti dodici dirigenti e informatori: le perquisizioni, svolte per tutta la giornata di ieri, hanno riguardato le province di Ancona, Ascoli, Bari, Brescia, Cagliari, Caserta, Chieti, Ferrara, Firenze, Frosinone, Genova, Lucca, Mantova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Verona e Viterbo, una maxi operazione che ha portato ad un quadro probatorio definito dagli investigatori del Nas “molto consistente”.

In alcuni casi, è emerso, i medici arrivavano a chiedere in maniera diretta somme superiori e dirigenti dell’industria si impegnavano a incontrare personalmente i camici corrotti, elargendo tutta una serie di benefici che andavano dal denaro (“travestito” da compensi di consulenze e studi, donazioni ad associazioni Onlus o rimborsi spese per congressi e convention), a viaggi in Italia e all’estero per i medici e i loro familiari e oggetti quali gioielli e personal computer.
 

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