Divieto di balneazione ad Ancona, ma senza i cartelli: al via ai controlli dell'Arpam

Nella mattinata di venerdì è arrivato un furgoncino dell'Arpam all'altezza di Torrette. Sono partiti da lì i due tecnici che hanno percorso tutta la costa fino a Falconara, fermandosi nei punti stabiliti dalla legge dove poter effettuare i prelievi d'acqua

La spiaggia di Torrette

Divieto di balneazione da Torrette fino a Palombina Nuova, ma il Comune non affigge nessun cartello e c'è chi il bagno lo ha fatto lo stesso lì, in quel mare dove la società Multiservizi ha scaricato le acque piovane dei giorni scorsi, aprendo gli scolmatori. Questa mattina (venerdì 21 agosto) i tecnici dell’Arpam hanno riempito di acqua marina due bottiglie, effettuando prelievi lungo tutto il tratto dorico. I risultati non si sapranno prima di lunedì. Nel frattempo monta l'ira dei bagnini che contestano l'ordinanza di divieto e sono pronti a rivolgersi alla Magistratura.

Questa mattina, lungo la costa a nord di Ancona, non c’era ombra di cartelli o qualsivoglia tipo di avviso. I bagnanti si sono goduti la spiaggia senza entrare in acqua, non erano molti, ma questo anche per via del tempo. Fatto sta che la maggior parte ha saputo del divieto dai giornali o attraverso i social, ma chi non ha avuto modo di incontrare il post facebook del Comune o leggere un articolo di oggi, non sapeva nulla. «A noi ce lo hanno comunicato telefonicamente - ha spiegato il bagnino di Torrette Tommaso Mazzola - Ma non è arrivato nessuno per mettere i cartelli. Stavamo pensando di farli noi ma non abbiamo il materiale. Noi i bagnanti li abbiamo avvisati ma qualcuno fa comunque il bagno, non possiamo obbligarli a uscire dall’acqua». Eh sì che qualcuno in acqua ci è entrato lo stesso, sopratutto turisti stranieri. Come una donna dell’Est alla quale, una volta uscita dall’acqua, abbiamo chiesto se sapesse del divieto e ha risposto secca: «Non so nulla sono solo qui per rilassarmi». Alcuni invece hanno saputo del divieto tramite passa parola come Giorgio Tremolini, arrivato in spiaggia in compagnia di amici: «Non abbiamo visto nessun cartello arrivando dal sottopassaggio. Noi il bagno non lo facciamo perché abbiamo saputo del divieto, ma altri non lo sapevano. E comunque questo divieto non è un bel biglietto da visita per chi viene al mare da noi, ci sono anche degli stranieri e non facciamo una bella figura impedendogli di fare il bagno per due gocce d’acqua venute giù mercoledì».

Leggermente diversa la situazione a Palombina, dove i bagnini sono stati avvisati del divieto da una mail in cui il Comune chiedeva loro di provvedere a far rispettare l’ordinanza. Alle ore 11:30 di oggi ancora nemmeno l’ombra di un cartello. Ma i titolari degli chalet hanno provveduto a mandare messaggi ogni mezz’ora tramite gli autoparlanti, che però non esistono a Torrette. Infatti a Palombina nessuno ha fatto il bagno. L’unico ad aver sfidato il mare è stato uno sportivo che, approfittando del vento, ha veleggiato con il suo kitesurf. Sulla totale assenza di cartellonistica informativa è intervenuto anche il consigliere comunale Daniele Berardinelli (Forza Italia) che ha detto: «E' gravissimo. Significa che i cittadini sono stati esposti ai rischi conseguenti e che i gestori degli stabilimenti sono stati lasciati soli nell'affrontare il problema della mancanza di interventi strutturali nella gestione delle fogne con i depuratori che non reggono le piogge e devono riversare i liquami in mare».

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Sempre stamattina è arrivato un furgoncino dell’Arpam all’altezza di Torrette. Sono partiti da lì due tecnici che hanno percorso tutta la costa fino a Falconara, fermandosi nei punti stabiliti dalla legge dove effettuare i prelievi. Campioni di acqua marina che nei prossimi giorni verranno esaminati al microscopio per scoprire se ci sono pericoli per la salute dei bagnanti. Risultati che non arriveranno prima di lunedì. 

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