Cronaca

Divieto di balneazione, l'ira dei bagnini: pronto un esposto in Procura

Divieto di balneazione da Torrette fino a Palombina senza nessun cartello informativo. E monta l'ira dei bagnini che contestano l'ordinanza di divieto e si dichiarano pronti a rivolgersi alla Magistratura

Marco Calbucci Presidente Co.Ba.Pa

Da Torrette fino a Palombina c'è il divieto di balneazione, ma senza nessun cartello informativo. E  monta l'ira dei bagnini che contestano l'ordinanza di divieto e si dichiarano pronti a rivolgersi alla Magistratura. «Sono bastate due gocce per far aprire gli scolmatori. Faremo un esposto alla Procura della Repubblica in cui esporremo i fatti e spiegheremo come noi siamo parte lesa in questa vicenda perché è bastata una pioggia di mez'ora per far attivare gli scolmatori - ha detto il presidente della Cooperativa bagnini di Palombina (Co.Ba.Pa.) Marco Calbucci - Fosse stato un nubifragio di due giorni avrei potuto anche capire ma se basta mezz'ora per mandare in crisi una rete fognaria, vuol dire che a monte ci sono dei problemi, non siamo certo noi a doverne rispondere e pagarne le conseguenze. Noi non avanziamo ipotesi, sarà la Magistatura a valutare». Per i titolari degli chalet anconetani, il problema non sarebbe stato tanto lo sversamento, quanto il divieto stesso che, a loro giudizio, è incomprensibile. Il motivo? Di fronte ad uno scarico così limitato, il mare avrebbe già assimilato tutto per cui non avrebbe senso bloccare la balneazione. Un danno per chi ogni giorno manda avanti uno stabilimento balneare. «A Giugno eravamo partiti alla grande - prosegue Calbucci - C'è stato un calo da metà luglio e vedendo adesso quest'ultima cosa mi viene da pensare che la stagione ormai sia finita. Temo che ci saranno problemi a confermare presenze anche per il prossimo anno perchè quì non c'è il turismo straniero». 

Non solo la questione del danno perché i commercianti si sono anche sentiti lasciati soli. «Siamo stati avvisati dal Comune con una mail in cui ci si chiedeva di far rispetare il divieto con annunci agli auto parlanti mettendo dei cartelli» ha spiegato Gianfranco Cirulli dello chalet PlayaSolero.  Cartelli che da ieri non sono ancora stati messi però. «Adesso provvederemo, però gli annunci li abbiamo fatti da ieri ogni mezz'ora, però noi siamo una cooperativa di bagnini e siamo privati, questa cosa la facciamo ma dovrebbe essere il Comune ad avvisare e effettuare controlli».

Arrabbiatissimo Cesare Baleani dello stabilimento da Romolo: «Non siamo stati avvisati se non con un annuncio all'autoparlante. Il Comune più di 10 anni fa aveva effettuato la separazione tra acque chiare e scure e abbiamo due scolmatori agli estremi delle spiagge, quindi siamo salvaguardati, non capisco questo divieto. Ma poi quando svensano le acque cosa inquinano? Dopo nemmeno mezz'ora il mare si è già mangiato tutto e l'acqua torna quella di prima, per cui che senso ha fare i prelievi dell'Arpam oggi? Si dovrebbero fare prima i prelievi e poi in caso emetti il divieto». 

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