Disturbi alimentari, nasce la rete regionale: la presa in carico è legge

Approvata la proposta di legge sulla presa in carico delle persone affette da patologie legate alla nutrizione

Foto di repertorio

Diagnosi precoce, omogeneità di trattamento, continuità assistenziale e qualità della cura delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare. Da oggi è legge la proposta sulla presa in carico di chi soffre de patologie legate alla nutrizione. Con il voto espresso all’unanimità, il Consiglio regionale ha approvato il testo unificato che recepisce anche la proposta di legge presentata dal capogruppo, Francesco Micucci. L’atto dispone la costituzione di una rete integrata, in grado di operare secondo un modello multidimensionale e multiprofessionale. Il che, tradotto, significa poter contare sulla presenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, nonché di equipe di diagnosi e cura con competenze in area psichiatrica, psicoterapica e internistico-nutrizionale, affiancate, per casi specifici, da professionisti di altre discipline. Ed ancora: il testo prevede servizi ambulatoriali specialistici per i disturbi alimentari, strutture ospedaliere per il ricovero in fase acuta e strutture di riabilitazione e lungodegenza post acuzie, tutte in sinergia tra loro, ma anche strutture residenziali e strutture semiresidenziali. 

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«La legge è stata approvata dopo un attento periodo di analisi dei problemi e delle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie – afferma il capogruppo in Consiglio regionale, Francesco Micucci –. Nelle Marche sono circa 40mila le persone affette da queste patologie. L’organizzazione della Rete istituita dall’atto è diretta ad assicurare i migliori risultati in termini di appropriatezza ed efficacia degli interventi di diagnosi, terapeutici e riabilitativi. Si punta anche a coinvolgere attivamente le persone affette da disturbi alimentari e le loro famiglie, per questo si prevede anche la predisposizione ed attuazione di progetti assistenziali individuali, calibrati sulle esigenze delle singole persone con disturbi del comportamento alimentare». Oltre agli aspetti di presa in carico e cura, la legge non trascura l’ambito della prevenzione. Il testo, infatti, prevede l’elaborazione di programmi di formazione specifica rivolti a tutti gli operatori impegnati nel percorso di cura delle persone affette da disturbi del comportamento.
 

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