Disoccupazione, i sindacati: «Servono politiche innovative, si cambi passo»

«E' urgente aprire una riflessione seria sulla disoccupazione nelle Marche che ormai è strutturalmente intorno al 10%»

«A circa 2 anni dall'insediamento della giunta regionale, è urgente aprire una riflessione seria sulla disoccupazione nelle Marche che ormai è strutturalmente intorno al 10% contro percentuali poco superiori al 3% a cui ci eravamo abituati. Non è pensabile affrontare la questione riproponendo i vecchi interventi del periodo pre-crisi». Così i segretari regionali di CGIL CISL UIL MARCHE.

«Oggi la complessità, la vastità e la diversità dei bisogni necessita invece misure più innovative e mirate - continuano i sindacati - in grado di dare risposte efficaci ai marchigiani più esposti alla vulnerabilità  disoccupati, lavoratori espulsi, giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e precari. In questo quadro, riteniamo, che la Regione Marche debba svolgere un ruolo propulsore per mettere in campo una nuova generazione di politiche attive più efficaci e moderne. Questo ruolo deve essere svolto  su due fronti diversi e complementari: sperimentare nuove misure più coraggiose ed incisive di politiche attive del lavoro e mettere a sistema in maniera strutturale la rete dei servizi per l’impiego. Dovranno essere garantite ai Centri per l’impiego pubblici dotazioni organiche e competenze del personale adeguate allo scopo di erogare servizi omogenei e di qualità.
Al contempo riteniamo sia ormai il momento di mettere a sistema la cooperazione pubblico-privato ridefinendo il perimetro d’azione e il ruolo dei soggetti privati accreditati, che non sostituiranno i centri per l’impiego pubblici, piuttosto ne rafforzeranno la capacità di erogare servizi di qualità a chi cerca ed offre lavoro. Come sindacato, unitariamente abbiamo presentato alla Regione,da più di un anno, una proposta di sperimentazione che metteva al centro l'inserimento e il reinserimento lavorativo attraverso: orientamento, formazione specifica e accompagnamento al lavoro.  Invece assistiamo solamente a bandi di tirocini e borse lavoro che se non accompagnati adeguatamente a misure per favorire l’incontro tra domanda e offerta rischiano di divenire, in un contesto di crisi accentuata, solo uno strumento di sostituzione di lavoro dipendente a tutti gli effetti o poco più di un mero sostegno al reddito per alcuni mesi. Occorre una nuova progettualità di politiche attive del lavoro, condivise  tra tutti i soggetti istituzionali e sociali,  per rigenerare la speranza a migliaia di marchigiani più esposti alle conseguenze della crisi: giovani, donne, lavoratori espulsi e precari».  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Meteo, arriva il freddo russo sulle Marche: tracollo termico e neve a basse quote

  • Nuove regole e quasi tutta Italia in zona arancione: ecco la situazione nelle Marche

  • Tremendo frontale sulla provinciale, veicoli distrutti: c'è una vittima

  • Tragico schianto sulla provinciale, la vittima è Francesco Contigiani: aveva 43 anni

  • Telefonata choc dal porto: «Aiuto, mi hanno stuprata in tre»

  • «Zona arancione da domenica e per altre due settimane»: la conferma di Acquaroli

Torna su
AnconaToday è in caricamento