Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Locali chiusi, il gestore Maurizio Casarola: «Chiusi fino al 2022, apriamo per i vaccini»

Il presidente regionale di Assointrattenimento: «Siamo chiusi da undici mesi, vogliamo dare il nostro contributo»

Le sale da ballo sono ansiose di ripartire e provano a farlo dal vaccino del Covid-19. Da mesi ormai le luci stroboscopiche sono ormai un ricordo lontano e le sale enormi dei locali dove prima regnavano musica e risate ora sono circondante da un silenzio spettrale. Nonostante tutto c'è chi ha deciso di rimboccarsi le maniche come l'imprenditore Maurizio Casarola, presidente regionale di Assointrattenimento, che ha messo a disposizione il suo locale, la Melaluna dance center di Castelfidardo, per effettuare tamponi e screening. «Dalle ultime notizie pare che prima del 2022 non ci faranno riaprire - spiega Casarola - così insieme agli altri miei colleghi di Assointrattenimento, in sindacato della sale da ballo di cui sono presidente territoriale, abbiamo pensato che poteva essere gesto di impegno civile quello di mettere a disposizione i nostri locali. Non c'è alcun obbligo ma io mi sono sentito di farlo per primo. Lunedì 18 gennaio ho inviato una mail al direttore dell'Asur, al sindaco di Castelfidardo e al Prefetto di Ancona con la mia disponibilità ad accogliere i cittadini della zona. Per ora non ho ricevuto alcuna risposta ma spero davvero ci sia un riscontro reale, inoltre ho inviato un fac simile della lettera anche agli altri membri del sindacato e devo dire che ci sono stati diversi gestori interessati alla proposta». 

Sul piatto ci sono strutture enormi, dalle discoteche per giovanissimi fino alle sale da ballo con orchestra dal vivo, ormai ferme da tantissimo tempo: «Questi spazi sono dotati di uscite d'emergenza e c'è la possibilità di mantenere il giusto distanziamento - prosegue il presidente 65enne - devono solo darci il via libera per attuare il progetto. Il nostro settore è stato in assoluto il più penalizzato dalla pandemia. Non possiamo fare il ballo da asporto e le istituzioni ci hanno ignorato. Se continuiamo di questo passo il settore del liscio scomparirà del tutto». Dunque questa potrebbe essere una soluzione per "riaccendere le luci" in questi luoghi dimenticati:« Noi gestori abbiamo tantissime spese da sostenere. Nel mio caso  ho sostenuto spese nel 2020 che si aggirano intorno ai 16mila euro e i ristori che ho ricevuto non arrivano neppure alla metà di quella cifra. Per non parlare poi di tutte le persone che gravitano intorno a questo settore. Ci sono baristi e camerieri che lavano con contratti a chiamata che non hanno percepito praticamente nulla come indennizzi o ancora i musicisti e i componenti delle orchestre, anche loro finiti nel dimenticatoio». 

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