Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Montemarciano: rifiuti edili abbandonati nella scarpata, denunciato imprenditore

Su una superficie di circa 500 metri quadrati, delimitata da una recinzione metallica, giacevano abbandonati rifiuti provenienti da scavi e demolizioni frammisti a terra, parzialmente ricoperti dalla vegetazione

Nei giorni scorsi il personale del Comando Stazione Forestale di Ancona ha denunciato l'amministratore unico di una società di Falconara Marittima, per la realizzazione di un deposito incontrollato di rifiuti speciali (non pericolosi) lungo una scarpata in Via Bosco della Castagnola, a Montemarciano.
Su una superficie di circa 500 metri quadrati, delimitata da una recinzione metallica, giacevano abbandonati rifiuti provenienti da scavi e demolizioni (“calcinacci”) frammisti a terra, parzialmente ricoperti dalla vegetazione.

Successivamente, il personale del CFS ha verificato che proprietaria dell’area risulta una società di costruzioni che negli ultimi anni ha realizzato una grossa lottizzazione residenziale nella zona, edificando parecchie palazzine plurifamiliari, alcune delle quali sono ancora in via di ultimazione.
L’area sulla scarpata stradale era stata individuata dalla società come sito di deposito temporaneo dei rifiuti prodotti all’interno dei cantieri, il quale non dovrebbe avere in ogni caso una durata superiore ad un anno.
Al contrario, la serie temporale delle fotografie aeree della zona interessata, presenti nel Sistema Informativo della Montagna – SIM, in dotazione al Comando forestale di Ancona, ha accertato come il deposito dei rifiuti fosse già in corso nel 2010: paragonando le immagini in archivio alle attuali mappe, i forestali hannop potuto evidenziare come il sito non abbia subìto nel corso degli anni evidenti modifiche, tranne che per una maggiore copertura erbacea, dovuta proprio allo stazionamento del materiale di risulta del cantiere, non più rimosso dalla ditta produttrice.

A conferma dell’ipotesi formulata dagli Agenti forestali è stata acquisita anche la dichiarazione dell’ingegnere che fino a circa due anni fa era incaricato da una ditta subappaltatrice di seguire il cantiere: secondo il professionista, infatti, il deposito del materiale di risulta risalirebbe a diversi anni orsono. Il professionista non ha comunque escluso un possibile apporto da parte di ignoti di rifiuti edili esterni al cantiere, fatto tuttavia mai denunciato agli Enti competenti.

“Solo grazie alla strumentazione informatizzata in dotazione” ha aggiunto il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona, “è stato possibile dimostrare la realizzazione di un vero e proprio deposito incontrollato di rifiuti provenienti da scavi e demolizioni, frammisti a terreno vegetale, realizzato negli anni in violazione della normativa ambientale”.

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