Rifiuti speciali e pericolosi nella discarica abusiva, blitz della finanza: due le denunce

Individuata una vasta area agricola adibita a discarica abusiva di rifiuti provenienti da attività di demolizione edilizia e recupero

I finanzieri della Stazione Navale di Ancona in cooperazione e con l’ausilio della Sezione Aerea G. di F. di Rimini e della Compagnia del Corpo di Pesaro, hanno individuato una vasta area agricola nel comune di Montelabbate, adibita a discarica abusiva di rifiuti provenienti da attività di demolizione edilizia e recupero.

Grazie agli accertamenti dei militari si è scoperto che l'area, caratterizzata dalla presenza di rifiuti, era utilizzata abusivamente da una società che opera nel settore edile per il deposito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, in assenza di qualsiasi autorizzazione e documentazione ambientale. Le attività investigative, durate circa sette mesi (dal novembre 2018 al giugno 2019), attraverso pedinamenti da terra e dall’alto olter alla consultazione della documentazione reperita presso gli Enti pubblici interessati, hanno consentito di identificare i responsabili ed accertare la totale assenza di autorizzazioni ambientali per le operazioni svolte. Nell'area venivano abbandonate ingenti quantità di rifiuti speciali costituiti da terre e rocce da scavo miste a scarti di demolizione.

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I Finanzieri, hanno sequestrato un’area complessiva di circa 130.000 mq dove è stata realizzata la discarica abusiva. Denunciati all’Autorità Giudiziaria i due responsabili appartenenti alla società per “realizzazione di una discarica abusiva in area agricola”, in violazione alle norme di cui testo unico dell’ambiente e al codice dei beni culturali e del paesaggio. Sono in corso indagini per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti che abbiano smaltito illecitamente rifiuti nella citata area. Rilevanti sono infatti gli aspetti collegati alla concorrenza sleale nel particolare settore economico-commerciale. La Società individuata infatti, liberandosi in modo illecito dei propri rifiuti, evitando di sostenere gli ingenti costi per il loro conferimento in discariche autorizzate, poteva offrire tariffe concorrenziali, di fatto sottraendo clienti agli operatori del settore.

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