Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Fabriano, al via la manifestazione nazionale

Alla manifestazione con sciopero generale di otto ore partecipano tutti i lavoratori degli stabilimenti Indesit italiani, ma ci sono anche le tute blu delle aziende metalmeccaniche di Fabriano e delegazioni di grandi gruppi

Manifestazione Indesit (foto archivio)

LA DIRETTA DEL 12/10/2013

SAGRAMOLA. La massiccia partecipazione di rappresentanti delle istituzioni di Marche, Campania e Umbria e delle categorie produttive alla manifestazione di Fabriano contro il piano di riassetto Indesit dimostra che c'è consapevolezza che "questa è una vertenza pilota". Lo ha detto il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, a margine della manifestazione. "Non si tratta solo dei 1.425 esuberi annunciati fa gruppo fabrianese - ha aggiunto - ma del destino del 130 mila addetti del settore degli elettrodomestici. La produzione, il lavoro debbono rimanere in Italia".

SPERA (UGL). "Indesit ascolti le ansie e le preoccupazioni di tutti i lavoratori che sono in corteo a Fabriano. Oggi scioperiamo e manifestiamo per ribadire il nostro 'no' ad un piano industriale che avrebbe ripercussioni drammatiche sull'occupazione e sull'intero settore degli elettrodomestici in Italia. L'azienda faccia un passo indietro". Così il vice segretario nazionale dell'Ugl metalmeccanici, Antonio Spera. "Da parte nostra - aggiunge il sindacalista - ci siamo detti disponibili a un confronto costruttivo, ma condivideremo solamente un piano che punti alla salvaguardia dell'occupazione e che tuteli il futuro di un comparto strategico per il nostro Paese. Al prossimo incontro, auspichiamo emergano proposte valide, confidando nell'intervento del Governo sia per richiamare Indesit alla responsabilità, sia per mettere in campo strategie concrete per il rilancio del settore".

RICCIATTI (SEL). Fa effetto vedere tante magliette con la scritta: 'Indesit orgoglio italiano'. Quella di oggi a Fabriano è una grande manifestazione di popolo e di lavoratori, una lotta generale affinché la produzione degli elettrodomestici possa continuare, garantendo lavoro e prospettive industriali. Per questo Sinistra Ecologia Libertà chiede che l'azienda ritiri il piano industriale che prevede oltre 1400 esuberi". Così la deputata di Sel Lara Ricciatti partecipando alla manifestazione. "Nella lotta di questi lavoratori - continua Ricciatti - c'é molto di più della difesa del proprio reddito, c'è un legame profondo tra l'idea di lavoro, qualità e appartenenza a un certo modello di mondo che é nostro dovere difendere ad ogni costo"

DELEGATO RSU ATTACCA I MERLONI. La famiglia Merloni "parla tanto di responsabilità sociale, ma questa è una strage sociale". Così il delegato Rsu dello stabilimento Indesit di Melano Alfio Mattioli ha attaccato i Merloni e in particolare Maria Paola Merloni, senatrice della Lista Monti eletta nelle Marche. Le parole del sindacalista sono state sostenute da un coro di "vergogna vergogna"!. E' la prima volta, nella storia che lega questa grande famiglia di industriali al territorio, che i Merloni vengono contestati così platealmente. Maria Paola Merloni è stata in particolare criticata da Mattioli perché "in campagna elettorale ha usato parole come: 'vogliamo che l'Italia riparta, più attenzione alle fragilità, ripresa del lavoro...' e adesso la famiglia lascia per strada oltre 1400 persone". Tra gli striscioni portati dai manifestanti ce n'era anche uno con l'immagine della senatrice e, accanto, quella di Totò che dice: 'Ma mi faccia il piacere!'.

ORE 13.30 MANIFESTANTI TENTANO L'INGRESSO IN AZIENDA. Un gruppo di manifestanti ha cercato di entrare negli uffici della Indesit a Fabriano forzando l'ingresso. Le forze di polizia li hanno respinti ed alcuni sono rimasti contusi. La manifestazione si era svolta fino a quel momento senza incidenti.

EPIFANI. Di fronte alla crisi del comparto degli elettrodomestici "il governo non può restare fermo. Nel suo piano di ristrutturazione la Indesit Company prevede 1425 esuberi su 4 mila addetti, la chiusura di due stabilimenti e lo spostamento all'estero delle produzioni delle linee più economiche. Non intervenire significa abbandonare uno dei punti di forza del Made in Italy e lasciare che vengano trasferiti all'estero interi pezzi dell'apparato produttivo". Lo afferma il segretario del Pd Guglielmo Epifani. Il Pd, che oggi è presente con una delegazione guidata dal deputato anconetano Emanuele Lodolini, "si impegna a fare ogni sforzo perché il governo intervenga per la salvaguardia del polo degli elettrodomestici e perché venga ritirato, o quantomeno ampiamente rivisitato, il piano di ristrutturazione della Indesit Company", conclude Epifani.
 

TROVO' (CISL). "Con la manifestazione di oggi a Fabriano chiediamo alla Indesit di continuare a investire in Italia, perchè solo con il lavoro si può uscire alla crisi". Così Anna Trovò, segretaria nazionale Fim-Cisl. "Il prossimo passo - ha ricordato - sarà il tavolo ministeriale del 16 luglio a Roma. Continueremo a chiedere a Indesit di rimanere in Italia, ma non solo per fare innovazione, anche per produrre lavoro e sviluppo nel nostro paese"

SPERA (CGIL). "Oggi tutto il sistema produttivo fabrianese è mobilitato contro il piano di riorganizzazione della Indesit". Lo ha detto Michela Spera, segretaria nazionale della Fiom-Cgil, con delega al settore degli elettrodomestici. "Ora speriamo che ci sia un sostegno reale delle istituzioni per cambiare il piano e dire no alle delocalizzazioni".

ORE 11: 40 I BAMBINI SALUTANO I MANIFESTANTI. Il corteo si è fermato per salutare un folto gruppo di bambini del centro estivo di Fabriano che hanno applaudito i manifestanti. Tra i manifestanti sfilano anche i segretari regionali di Cgil, Roberto Ghiselli, della Cisl Stefano Mastrovincenzo e della Uil Graziano Fioretti. Ci sono anche l'assessore regionale al Lavoro Marco Luchetti, vari consiglieri regionali e alcuni parlamentari. "Indesit Made in Italy - orgoglio italiano" e ancora "orgogliosi di essere italiani" le scritte che campeggiano sulle t-shirt indossate dai manifestanti.

ORE 11.00  LACRIME. "Lavoro, lavoro" é lo slogan che si leva più spesso contro il piano di riorganizzazione di Indesit Company. Non ci sono solo tute blu: i lavoratori hanno portato con sé le famiglie, i bambini e qualcuno anche il cane. Al corteo si sono uniti i lavoratori di altri comparti. "Io sono del settore pubblico - racconta una signora - ma sono qui, perché qui è in gioco il futuro di Fabriano, il futuro dei nostri figli". Qualcuno canta, ma la signora (il cui posto di lavoro non è in pericolo, sottolinea lei stessa) si commuove e si mette a piangere. E un'altra racconta: "Anche io ho un posto sicuro, ma mio genero ha perso il lavoro".

ORE 10.30. IL CORTEO PARTE. E' partito a Fabriano il grande corteo della manifestazione nazionale contro il piano di riorganizzazione di Indesit Company in Italia. "1425 volte no. La storia siamo noi" la scritta sullo striscione, portato tra gli altri dai vertici dei sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm, che apre il serpentone di folla. Subito dietro ci sono il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, una ventina di sindaci con la fascia tricolore, tra cui quello di Fabriano Giancarlo Sagramola e il vescovo Giancarlo Vecerrica.

Alla manifestazione con sciopero generale di otto ore partecipano tutti i lavoratori degli stabilimenti Indesit italiani: Fabriano, Comunanza e Caserta (una quindicina i pullman giunti stamattina presto dalla Campania). Ma ci sono anche le tute blu delle aziende metalmeccaniche di Fabriano, delegazioni di grandi gruppi come Whirlpool, Electrolux, oltre all'adesione delle categorie produttive. Molte le serrande abbassate nel centro storico di Fabriano. "Blocchiamo questo gioco - si legge sul manifesto affisso su una saracinesca, siglato da Confcommercio, Cna e Confartigianato -. Questo esercizio aderisce alla manifestazione nazionale di protesta per la salvaguardia delle piccole imprese, del sistema economico e dell'occupazione". Imponente, ma discreto, l'apparato di sicurezza delle forze di polizia.

La partecipazione  è "superiore alle nostre aspettative. Penso che stiamo sfilando in 5.000". Lo ha detto Gianluca Ficco, coordinatore nazionale del settore elettrodomestici della Uilm.

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