Andava al bar a giocare alle slot, chiesto il processo per il dipendente comunale assenteista

Di altro avviso la difesa dell'imputato per cui l'uomo avrebbe semplicemente fatto dei ritardi al momento di entrare in servizio e uscito prima in altre circostanze

Foto di repertorio

Invece di lavorare in ufficio, se ne andava al bar per prendere un caffè, leggere i giornali o giocare alle slot machines. Chiusa l’indagine della Polizia Municipale avviata nell’autunno del 2015 e che vede come unico indagato un dipendente del Comune di Ancona, amministrativo dell’Ufficio Scolastico ed Educativo. La Procura gli contesta non solo la truffa aggravata ai danni dell’Ente Publico, il Comune dorico appunto, ma anche la violazione dell’articolo 55 quinquies della così detta legge Brunetta, che prevede nuove ipotesi di licenziamento nei casi di assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell’arco di un biennio. Ecco perché ora l'amministrativo rischia anche il licenziamento. Fatto sta che il pm Serena Bizzarri ha chiesto il rinvio a giudizio per il dipendente comunale.

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DIFESA. Di altro avviso la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Alessandro Scaloni, per cui l'uomo avrebbe semplicemente fatto dei ritardi al momento di entrare in servizio e, in alcuni casi, sarebbe uscito prima in casi più unici che rari. Tanto che secondo il legale anconetano, il suo assistito si sarebbe assentato sì, ma per poche ore per un danno da poche decine di euro. Una versione, quella della difesa, che non coincide con la tesi accusatoria a cui si è arrivati dopo mesi di investigazione, durante i quali si è riscontrato come il presunto assenteista mancasse dal posto di lavoro con cadenza quasi quotidiana, da circa 20 minuti a più di un’ora. Per una media di un’ora al giorno. 

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