Cronaca

Calci e pugni alla vetrina, l'imputato si difende: "La droga non c'entra niente"

"Non ho mai spacciato. Ero li perché il titolare del negozio era mio amico e l'avevo aiutato a fare dei lavoretti. Mi doveva dei soldi e non mi aveva mai pagato. E’ vero ero indignato e per questo ho rotto una finestra"

Aveva preso a calci e pugni le vetrate di un negozio perché, secondo gli inquirenti, il titolare gli avrebbe dovuto dare 170 euro per 40 grammi di marijuana. Ma il 23enne di origini congolesi, difeso dagli avvocati Elisa Gatto e Antonino Mannino, nega tutto, soprattutto di aver mai fatto il pusher. L’uomo è incensurato e ha un regolare lavoro. 

«Non ho mai spacciato. Ero li perché il titolare del negozio era mio amico e l'avevo aiutato a fare dei lavoretti nel locale. Mi doveva dei soldi e non mi aveva mai pagato. E’ vero ero indignato e per questo ho rotto una finestra». Il cittadino congolese si è giustificato così lunedì all’udienza per direttissima, di fronte al giudice, che alla fine ha convalidato l’arresto e lo ha rimesso in libertà

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