Piazza Roma, interviene per difendere un mendicante: a processo

Ieri il giovane, difeso dall'avvocato Vittoria Sassi, è salito sul banco dei teste dando la sua versione e rigettando entrambe le accuse contestate: oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità

Sarebbe intervenuto a difesa di un mendicante che suonava la fisarmonica nei pressi di piazza Roma. Era il dicembre del 2011 quando una coppia di vigilesse gli avevano intimato di allontanarsi. Lo avrebbero fatto in malo modo e lui, 35enne di Ancona e militante di associazioni per la difesa dei diritti umani, si sarebbe posto a difesa del vagabondo. I toni si sono alzati e sono volate qualche parole. Forse troppe. Per cui il 30enne anconetano è finito sotto processo per oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza alla fornitura delle proprie generalità. Secondo le accuse delle due donne della Municipale, il 30enne avrebbe urlato frasi come: “Invece di rompere i c… a lui andate a prendere i veri delinquenti che rubano nelle case. Sapete solo rompere i c…” oltre a vari insulti. 

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Ma ieri il giovane, difeso dall’avvocato Vittoria Sassi, è salito sul banco dei teste dando la sua versione e rigettando ogni accusa: «Sono intervenuto perché le vigilesse hanno tenuto un atteggiamento violento. Lo hanno fatto nei confronti si un signore che, tra l’altro, é professore di musica nel conservatorio di casa sua, che e anche casa nostra perché viene dalla Romania, che é Comunità europea. Siccome io rispetto gli altri chiedo lo stesso rispetto». E quando il pm gli ha chiesto conto dei reati contestati lui ha risposto deciso: «Non ho mai offeso perché so benissimo che offendere un pubblico ufficiale é reato. I documenti? Non li avevo con me e comunque poco dopo mi ha riconosciuto un poliziotto che conoscevo passato li per caso». Processo rinviato all’Aprile 2016.

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