A dieta ma senza rinunciare all'aperitivo: poker di esperti a Falconara

Ecco il Diet Happy Hour. Tre incontri con nutrizionisti e psicoterapeuti per imparare che «la dieta non deve essere per forza privazione»

È possibile coniugare una sana alimentazione con l'ormai consolidato rito dell'aperitivo? «Mi metto a dieta: rinuncio a tutto tranne che al Diet Happy Hour», il titolo del ciclo di incontri ideato dal farmacista Luigi Galatello e dal dietologo Luigi Lanari, dice di sì. Ma non ci si inganni. I tre incontri previsti per l'iniziativa, che saranno ospitati al bar Corallino di via Bixio, vanno oltre i semplici (e forse frivoli) consigli per il superamento della prova costume. Tanto che all'alimentazione sarà abbinata anche la psicologia con la presenza, al fianco di Galatello e Lanari ma anche della nutrizionista Elisa Muti, della psicoterapeuta Silvia Frontini. Si parte martedì 31 maggio, dalle 17, con l'appuntamento dedicato a "Il diario alimentare e la corretta alimentazione". Si prosegue poi con "test alimentare e gestione della fame" (martedì 7 giugno) e "la dieta mediterranea e l'attività fisica" (martedì 14 giugno). «Coinvolgeremo le persone, le faremo parlare di loro - annuncia la Frontini - ed è questo l'aspetto davvero innovativo di questi incontri: legare la parte medica alla parte psicologica e affettiva sull'alimentazione. Non dimentichiamo il disturbo alimentare spesso è un sintomo di altro come, ad esempio, una depressione».

«Abbiamo pensato a un ambiente diverso dall'ambulatorio - spiega Galatello - anche per coinvolgere più persone e avviare in loro una riflessione. Spesso sul cibo si scaricano tante problematiche. Vogliamo andare oltre la sola voglia di dimagrire». Un paio d'ore per trattare l'argomento. Un po' di dibattito e menù con verdure, proteine (pesce, carne bianca ma anche legumi) e carboidrati a basso tasso glicemico. «Il messaggio che deve passare - aggiunge Lanari - è che una corretta alimentazione non significa privazione ma è anche gusto se fatta in questo modo. Il cerchio sarebbe chiuso con attività fisica ma vogliamo andare avanti anche perché le patologie alimentari sono numerose e negli ultimi anni hanno coinvolto anche i maschi». Come l'alcolessia, ad esempio. Giovani, maschi ma anche femmine, che saltano pasti facendo un calcolo empirico delle calorie per potersi "permettere" un aperitivo abbondante nel weekend. «Una malattia psichiatrica - conclude Lanari - che porta a forti squilibri metabolici. Purtroppo quando arrivano dal medico è già tardi. Servirebbe un osservatorio nelle scuole». Alla presentazione del progetto ha partecipato anche il vicesindaco Stefania Signorini. «Un argomento - ha detto - che affronto quotidianamente in qualità di preside. A scuola abbiamo percorsi di educazione alla salute nei quali si affronta e si studia l'alimentazione. Occorre combattere anche contro la reticenza diffusa, retaggio del passato, che fa provare vergogna nel rivolgersi a un professionista se si ha un malessere di natura psicologica».

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