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Cronaca

Trasferimento negato, detenuto dà fuoco alla cella per protesta: condannato

Dovrà scontare sette mesi un 46enne che con un accendino ha appiccato un incendio in carcere. Con un'asse di legno ha distrutto i bagni

ANCONA – Voleva essere trasferito perché a Montacuto non ci stava bene. Una richiesta respinta e così, per protesta un detenuto prima ha spaccato tutti i bagni poi ha dato fuoco alla cella dove stava. Due episodi distinti accaduti nel 2020 e che ora sono costati una condanna a sette mesi per un 46enne di origine algerina. Il verdetto per lui è arrivato ieri mattina, al tribunale di Ancona, davanti alla giudice Francesca Grassi. L'imputato era accusato di danneggiamento aggravato e danneggiamento a seguito di incendio. Il primo fatto risale al 16 luglio di tre anni fa. Impugnata un'asse di legno avrebbe distrutto i bagni, lavandino e water, poi tre finestre, un box doccia, uno stendibiancheria, dieci plafoniere, un televisore, diciotto pannelli a soffitto, un tavolo e tre sgabelli. Una furia che a fatica le guardie erano riuscite a fermare. Il giorno dopo la sua protesta violenta era continuata. Aveva preso un accendino e aveva dato fuoco ai vestiti e al lembo di un lenzuolo. Il materasso era fatto di materiale ignifugo e aveva resistito. La cella però si era riempita di fumo. Le fiamme furono spente con un estintore dalla polizia penitenziaria. L'algerino aveva provato anche a farsi del male, provocandosi della ferite alle gambe. In tribunale ieri ha testimoniato un poliziotto che ha riferito sull'intervento dell'incendio. L'imputato, che dopo i danneggiamenti aveva risarcito il carcere pagando 300 euro di danni, era difeso dall'avvocato Caterina Ficiarà. Adesso e detenuto a Piacenza per altra causa.

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