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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca

Deruba anziana dopo il prelievo bancomat, nuovo processo per un 45enne già condannato per rapina

Si tratta di Mario Balì, napoletano. Quattro anni fa era finito nei guai per un episodio analogo commesso con il cognato 

ANCONA – Si sarebbe appostato allo sportello bancomat dell'Unicredit di piazza Ugo Bassi e dopo aver seguito un'anziana che aveva fatto un prelievo l'avrebbe derubata in piazza d'Armi con l'aiuto di un complice. E' di nuovo a processo per rapina Mario Balì, 45 anni, napoletano. Il fatto contestato risale all'11 dicembre del 2017. L'uomo era già finito sulle cronache per un'altra rapina, commessa con lo stesso modus operandi il 28 novembre del 2017, insieme a Carlo Tagliata, al tempo suo cognato ed ex collaboratore di giustizia (per quel fatto è stato già condannato). Insieme avevano seguito un 85enne che aveva prelevato dallo sportello della Unicredit 700 euro. A Vallemmiano lo avevano rapinato prendendolo per il collo. La squadra mobile, dopo accurate indagini, era risalita ad entrambi e avevano proceduto ad un fermo, il 20 dicembre del 2017.

Stando al processo che ora è in corso al tribunale di Ancona, Balì avrebbe fatto anche un'altra rapina prima del provvedimento che, quattro anni fa, lo fece finire in carcere. Le nuove accuse sono emerse oggi, in udienza, davanti al collegio penale presieduto dal giudice Carlo Cimini. In aula ha testimoniato un carabiniere del Norm riferendo i fatti e le indagini svolte dopo la denuncia della vittima, una donna che oggi ha 73 anni. L'anziana, l'11 dicembre del 2017, tornava a casa ed era stata presa di spalle, in piazza d'Armi. Mentre un uomo la teneva un altro la rapinava del borsello con dentro 800 euro che aveva prelevato poco prima dallo sportello bancomat della Unicrediti di piazza Ugo Bassi. Dal sistema di videosorveglianza della banca i carabinieri erano risaliti alla presenza di Balì, quel giorno, nei pressi dello sportello atm, che indossava un particolare giubbetto con una scritta. Giubbetto che la vittima avrebbe poi riconosciuto come l'indumento indossato dal rapinatore in fuga. Ad avvalorare la tesi dei militari sarebbero state anche le immagini in mano alla polizia, per la rapina precedente, che sovrapposte avrebbero confermato che la persona era la stessa della rapina del 28 novembre. La verità sarà stabilita dalla sentenza che arriverà probabilmente l'8 febbraio prossimo, quando sarà sentita la vittima e poi inizierà la discussione delle parti.  

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