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Senigallia: denunciò stupro, ora rischia condanna per calunnia

La vicenda risale al settembre del 2012: la ragazza, una 14enne, aveva dichiarato di aver subito violenza, poi di non ricordare i fatti per via dell'alcool. Una perizia e alcuni sms racconterebbero però tutt'altra versione

Aveva dichiarato di essere stata violentata, ma ora rischia una condanna per calunnia e false informazioni rese al pubblico ministero. La giovane - difesa dall'avvocato Stefano Drago - una ragazza di 14 anni, a settembre del 2012, sul  lungomare Alighieri aveva avuto un rapporto sessuale con un ragazzo di 20 anni, macedone, ma alcuni giorni dopo aveva detto di avere subito una violenza sessuale.

Dopo una serata trascorsa con alcuni amici e ragazzi conosciuti sul posto – fra cui alcuni maggiorenni, senza problemi quindi di accesso agli alcolici – la giovane avrebbe consumato diversi cocktail e superalcolici e si sarebbe appartata con il 20enne. Il giorno successivo, parlando con l’ex fidanzato e la cugina, avrebbe riferito di aver subito una violenza sessuale, fatto confessato poi anche alla madre, che l’ha subito condotta prima al Pronto Soccorso – dove non vennero refertati segni di violenza, eccezion fatta per un’ecchimosi al braccio – e poi a sporgere denuncia. La giovane avrebbe poi parzialmente ritrattato, sostenendo di non ricordarsi i fatti per via dell’alcool assunto.

Giunti al termine delle indagini preliminari, però, il pm ha chiesto l'archiviazione per il macedone: secondo al perizia di una psicologa incaricata dalla Procura e come testimonierebbero alcuni sms, la 14enne sarebbe stata pienamente lucida al momento del rapporto, e quindi consapevole di quello che stava accadendo.

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