Entro metà giugno addio ai silos, la demolizione anche con l'esplosivo

Parte la demolizione dell'area portuale dedicata ai cereali. Via subito i 34 silos con i graffiti. Entro la fine dell'anno liberi 350 metri di banchina con spazi retrostanti

Entro il 18 giugno via i 34 silos del Molo Sud. Quelli, per intenderci, con i grandi murales di Blu ed Ericailcane. Più in là non si può perché poi significherebbe intralciare il traffico crociere e si dovrebbe, per forza, interrompere il cantiere per poi rimprenderlo a settembre. Dunque, operazioni che partono oggi con la logistica per poi passare a smantellare tutta la zona anche per mezzo di microcariche esplosive. Obiettivo: dare al porto di Ancona più spazi da dedicare a business più competitivi. «A volte - spiega il presidente dell'Autorità Portuale, Rodolfo Giampieri - occorre distruggere qualcosa per costruire altro di più profondo con l'obiettivo di avere spazi sempre più efficienti per permettere alle imprese di creare posti di lavoro. I silos facevano parte dello skyline del ricordo ma non parliamo di nostalgia: quando si parla di economia occorre guardare al futuro. Questa soluzione non è stata presa a cuor leggero ma è suffragata dai dati». In pratica il traffico di granaglie si sta concentrando nei porti che, per logistica, sono vicini alle industrie di trasformazione. Ravenna ne conta 1,9 milioni l'anno. Bari 1,6. Ancona, secondo gli ultimi dati ufficializzati, appena 217mila. «Di riorganizzazione del porto ne sento parlare da quanto ero una ragazzina. Oggi siamo a un punto di svolta decisivo» ricorda il sindaco Valeria Mancinelli.

«Ci trovavamo davanti a un mercato che ci stava marginalizzando - aggiunge Giampieri - e con strutture che avevano più di 50 anni per le quali servivano tra i 5 e i 7 milioni di euro per la manutenzione straordinaria». Considerando anche gli altri 12 silos dell'area, sempre da abbattere, si avranno 350 metri di banchina lineare e 33mila metri quadrati di spazi. Ai quali, si è in fase di chiusura per l'acquisto, si aggiungeranno altri 49mila metri quadrati dell'area ex Bunge. Lavori previsti entro la fine dell'anno. Cosa farci? Ancora non ci si sbilancia anche se l'ipotesi più probabile sembra essere quella di spostare in quell'area i traghetti. «Tutti i fattori presi in esame - sottolinea l'assessore al porto, Ida Simonella - hanno portato a decidere di utilizzare meglio quello spazio. Non è scontato fare una scelta. Spesso non si sceglie anche se ci sono le condizioni. Il plauso all'Ap è legato a questo: aver avuto forza e capacità di portare avanti a questa scelta e governarla. I dati ci dicono che è un porto che cresce e sta avendo il suo sviluppo». Soddisfatta anche la Camera di Commercio che con il presidente Gino Sabatini ha evidenziato come Ancona sia tornata «ad avere un porto con un ruolo importante. Sull'uscita dal porto dobbiamo lavorare insieme. Comune, Autorità portuale e noi che, come Marche, siamo la quinta Camera di Commercio d'Italia. I silos? Sarebbe stato inutile mantenere una struttura non necessaria».

Come avverrà la demolizione

I lavori partiranno da subito con l'allestimento del cantiere e lo smantellamento delle parti interne. I silos, gestisti da Granari Sicilia, sono alti 28 metri e hanno un diametro di 7,9 metri con una capacità complessiva di 46.200 tonnellate. Una parte dei silos sarà smantellata attraverso macchine da lavoro. In parte ci sarà bisogno di microcariche esplosive. Il programma sarà illustrato più avanti ma è certo che il tutto sarà monitorato dall'Arpam. L'agenzia regionale ha fatto sapere che non ci sono parti costruite in amianto. Per lo meno sulla carta. Il cantiere sarà comunque monitorato e per il giorno delle esplosioni si prevedono già getti d'acqua per non far alzare troppo le polveri verso la città. Da definire tempi e modi per la demolizione degli altri 12 silos di Sai, larghi come quelli di Granai ma alti 44 metri.

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I murales

I lavori di Blu ed Ericailcane saranno abbattuti ma il Comune ha già un'idea anche per quanto riguarda l'aspetto artistico della traspormazione. «Abbiamo contattato gli artisti - spiega l'assessore alla Cultura, Stefano Marasca - e sanno bene che le città si trasformano. Con Blu abbiamo un contatto indiretto mentre con Ericailcane stiamo ragionando su altri muri in area urbana. All'interno del festival AnconaCrea ci sarà spazio per Ericailcane, per Blu o un altro artista importante. Rinunciamo a due opere per realizzarne altre altrove, insomma». 

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