Via ai lavori ed è subito stop, residenti preoccupati: «Guardate cosa respiriamo»

Comicia a serpeggiare anche l'ipotesi di una protesta con blocco della viabilità

Michela Serrani e l'affaccio sul cantiere

Una ruspa ferma su un cumulo di macerie dentro un’area interdetta, e poi la polvere. Tanta, tanta polvere. E’ quello che resta, almeno per il momento, del cantiere per la demolizione dell’ex birrificio Dreher lungo la Flaminia. Lo stop, dovuto al ritrovamento di un pezzo di murata settecentesca, risale alla fine di febbraio a circa una settimana dall’avvio dei lavori e il cantiere non ripartirà prima della fine delle verifiche da parte della Soprintendenza. Nel futuro di quel posto c’è la costruzione di una piazza pubblica dotata di un passaggio per raggiungere il parco di Posatora. Nel presente dei residenti però c’è solo la polvere: quella che una semplice folata di vento sprigiona dalle macerie depositate ormai da quasi 20 giorni. Tra gli esasperati c’è Michela Serrani e tutta la sua famiglia, compresi i suoi due bambini: «Ci troviamo con la polvere che respiriamo e che ci entra in casa, qui ci sono anche esercizi commerciali tra cui un bar e c’è stata tolta la possibilità di parcheggiare le auto. Eravamo contenti del lavoro del Comune per la bonifica dell’ex Angelini (lo stabile a fianco) ma ora ci troviamo ancora fermi e vogliamo sapere per quanto resteranno bloccati i lavori». La donna non se la prende con nessuno in particolare, perché così come gli altri residenti non sa con chi prendersela: «Da tutte le istituzioni che abbiamo contattato ci siamo sentiti dire cose diverse, qualcuno dice che è per le mura, qualcun altro che ci sono privati che hanno interesse a mettere i bastoni tra le ruote». Oltre alla polvere Michela denuncia anche la presenza di animali tra cui grossi ratti: «Smuovendo il terreno sono venuti fuori ancora di più. Abbiamo visto le famose pantegane, abbiamo contattato la derattizzazione che è intervenuta, ma siamo pieni anche di zanzare tutto l’anno e calabroni perché qui dietro c’è un fosso».

L'estrema forma di protesta

L’eventuale manifestazione con il blocco della viabilità sulla Flaminia è ancora un’ipotesi lontana, ma qualcuno ha cominciato a considerarla come soluzione estrema: «Avevamo immaginato di bloccare la strada ma ci siamo fatti dei conti e abbiamo visto che saremmo stati sì e no solo una decina di persone. Però se le cose non si muovono sì, potremmo anche pensare di farlo anche con degli striscioni- prosegue Michela- non stiamo lanciando accuse contro nessuno, sappiamo che stanno provando a darci una sistemata ma devono rendersi conto che con questa burocrazia e questi blocchi ci stanno mettendo in difficoltà sotto tanti aspetti, anche quello della salute». Il balcone della donna guarda proprio sulle macerie, a causa della polvere il tavolo da pranzo all’aperto è praticamente inutilizzabile in prospettiva della bella stagione. Il cantiere è interdetto ma nelle ore serali non è difficile avvistare gente che entra ed esce. Ci sono le recinzioni, si, ma basta spostare un paletto per aprire un varco. «Vengono a curiosare» spiega Michela, che specifica di non aver più fatto caso all’eventuale ripetersi di brutti episodi passati: «Un tempo qui vedevamo gente rivestirsi dopo rapporti sessuali, erano state trovate siringhe e c’è stato anche un blitz dei carabinieri». L'appello però è forte e chiaro: «Sbrigatevi a sistemare, perché ne va della salute».

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«Stendiamo vestiti puliti, li ritiriamo sporchi»

Mauro Serrani alla Palombella ci è nato: «Ho visto tutto il degrado che c’è stato negli anni, ora c’è questo problema della polvere. Ci auguriamo che i lavori vengano sbloccati il prima possibile, perché non è possibile che si blocchi un progetto avviato già da anni. Già c’era il problema con il traffico, ora dobbiamo stare con le finestre chiuse o togliere la polvere da dentro casa». L’uomo spiega di aver contattato il Comune: «Ho parlato con l’assessore Foresi e aveva detto che in una decina di giorni si sarebbe dovuta sbloccare la situazione, ma probabilmente cercava di essere ottimista». Parole di amarezza anche quelle di Simona Serrani, sorella di Michela che vive nello stesso stabile: «I lavori sono importanti anche perché il quartiere è privo di punti di ritrovo e ha tanti problemi. Solo quest’anno è stato fatto qualcosa come la bonifica della ex Angelini o questa demolizione. E’ triste che siano nate delle questioni burocratiche che hanno annebbiato le nostre speranze. Io abito qui per stare vicino a mia madre altrimenti dalla Palombella me ne sarei già andata via». Sulla stessa linea Giuseppe Pacifico: «Stendiamo i panni puliti e poi li ritiriamo un po' sporchi. Ora ci saranno le belle giornate, staremo con le finestre aperte e la polvere ti invade casa. C’è anche la camera dei bambini che non riusciamo mai a tenere pulita e se i lavori continuano a restare fermi non potremo usare il terrazzo». 
 

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