Delitto di via Crivelli, la 16enne scriveva ad Antonio: "L'ho fatto per te"

La 16enne avrebbe scritto l'sms dopo essere stata ricoverata al termine di un giornata di grande agitazione. "Ho fatto tutto questo per te". Si legge questo nelle trascrizioni depositate dal tecnico della Procura

i due fidanzatini

"Ho fatto tutto questo per te". E' il messaggio scritto a fine ottobre dalla fidanzatina 16enne al 18enne anconetano Antonio Tagliata, il killer dei coniugi Giacconi, uccisi lo scorso 7 Novembre 2015 nella loro casa di via Crivelli. Un sms che si trova tra le trascrizioni depositate in questi giorni nella cancelleria penale del tribunale di Ancona, dopo la lunga perizia tecnica della Procura. Le varie parti ora dovranno fare la richiesta formale per avere le centinaia di pagine di messaggi scambiati tra i due fidanzatini nei mesi del loro rapporto. Fiumi di parole racchiusi in 5 cd rom, a disposizione delle difese e dei familiari di Fabio Giacconi e Roberta Pierini, la donna freddata a terra dal killer mentre era a terra.

Ma perchè quel messaggio? La 16enne avrebbe scritto l'sms a fine ottobre, dopo essere stata ricoverata in ospedale al termine di un giornata di grande agitazione. Che cosa successe? La ragazzina avrebbe ricevuto la visita di Tagliata padre e figlio fuori da scuola per parlare. Non è chiaro che cosa si siano detti i 3. Una cosa è certa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lei, rientrando in classe, avrebbe avuto una crisi di pianto di fronte a tutti i compagni. In allarme, i professori hanno chiamato i genitori e così é arrivato il padre, Fabio, che l'ha riportarla a casa. All'ingresso della palazzina e poi nell'appartamento familiare, lo stesso della mattanza, sarebbe esplosa un'altra lite. La situazione è degenerata. Al punto che la 16enne ha avuto bisogno dell’intervento del 118 con conseguente ricovero al Pronto Soccorso. Proprio lì, dal letto d’ospedale, la ragazzina avrebbe composto quel messaggio per il suo ragazzo: “Sto facendo tutto questo per te”. Forse la giovane, ad oggi indagata per concorso in duplice omicidio volontario con l'aggravante del legame di parentela e reclusa nel carcere minorile di Napoli, parlava di quel conflitto esploso tra lei e i genitori che, pochi giorni prima, le avevano vietato di frequentare ancora quel ragazzo: Antonio Tagliata. Era il 28 ottobre quando i Giacconi andarono a denunciare la scomparsa della figlia in Questura, dove avrebbero scoperto il passato del padre di Antonio. Uno choc per Fabio, rigoroso uomo di Stato. Tutto mentre la giovane si sarebbe trovata alla caserma dei Carabinieri di Brecce Bianche. Fu quel giorno che Fabio Giacconi decise che la figlia non avrebbe mai più dovuto vedere Antonio. Fu quello il punto di rottura, da cui non si sarebbe più potuti tornare indietro. Fino al giorno in cui lei ha scritto ad Antonio che tutto quel calvario lo stava vivendo in nome del loro amore.

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Ma lui non rispondeva da giorni ai messaggi perché il giovane killer avrebbe avuto problemi al cellulare. Da lì poi nessun contatto fino al giorno del delitto, almeno via sms. Ma sono ancora in corso di trascrizione tutti i messaggi via WhatsApp. Ed è lì che forse si scoprirà il vaso di Pandora di una vicenda che, ancora oggi,  mostra troppi coni d'ombra.

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