Delitto di via Crivelli, i familiari della 16enne: «Lei non ha plagiato nessuno, convinti della sua estraneità»

Dopo le dichiarazioni del killer di via Crivelli, che si è detto plagiato dalla 16enne, arriva la replica dei familiari di Roberta Pierini e Fabio Giacconi, convinti, almeno stando ad oggi, dell'estraneità della nipote

«E' completamente irragionevole pensare che la ragazzina avesse plagiato Antonio Tagliata e indotto ad uccidere i propri genitori. Inoltre, sulla base degli elemementi investigativi, continuiamo a ritenere che tutto faccia pensare che lei sia estranea ai fatti». E' quanto riferito dai familiari della 16enne accusata di concorso nell'omicidio dei genitori Roberta Pierini e fabio Giacconi, colpiti a morte nella loro casa di via Crivelli il 7 novembre 2015. Poche parole affidate agli avvocati Paolo Sfrappini e Marco Pacchiarotti. Per replicare a quanto emerso nella giornata di ieri, quando l'avvocato Luca Bartolini ha riferito che Antonio Tagliata starebbe razionalizzanto i fatti del giorno dell'omicidio, convincendosi di essere stato plagiato e istitgato a sparare della sua fidanzatina.

Tesi inammissibile per i familiari della giovane, attualmente reclusa nel carcere minorile di Napoli. I parenti delle vittime si stringono intorno alla loro nipote. Come del resto avevano dimostrato durante i funerali di Roberta e Fabio. Ma stanno alla finestra, attendendo gli sviluppi dell'indagine che, per loro ad oggi, non vede elementi che dimostrino come la 16enne potesse essere coinvolta. Ancora più impensabile che lei potesse essere capace di plagiare un 18enne al punto da manovrarlo come una marionetta. 

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