Delitto di via Crivelli, udienza rinviata: ora Antonio potrebbe incontrare la 16enne

Alla prossima udienza la 16enne potrebbe esserci. E anche se i due fidanzatini non potranno avere un confronto diretto, potranno tornare a guardarsi negli occhi. Soprattutto dopo le dichiarazioni di Antonio, secondo cui sarebbe stata lei a dirgli di fare fuoco

Antonio Tagliata all'uscita dal Tribunale

Doveva essere ascoltato oggi, di nuovo, Antonio Tagliata, il 18enne killer di Fabio Giacconi e Roberta Pierini, uccisi lo scorso 7 novembre 2015 nella loro casa di via Crivelli a colpi di pistola. Ma non ce l’ha fatta, non se l’è sentita. E udienza rinviata al 18 febbraio, quando forse ci sarà un colpo di scena: Antonio potrebbe rincontrare la fidanzatina 16enne, anche lei indagata in concorso con lui. Lo ha detto proprio l’avvocato Paolo Sfrappini (in foto): «A noi piacerebbe portarla perché lo crediamo opportuno. Serve anche alla nostra difesa perché non è escluso che nel contro esame la nostra assistita possa suggerirci delle domande da fare al Tagliata. Quanto meno così si potranno sciogliere alcune incongruenze nelle due versioni e spiegare anche le due settimane di silenzio telefonico». Un vuoto, quello a cui fa riferimento il legale dell’anconetana, riscontrato nei tabulati telefonici agli atti della Procura, quelli che testimoniano come, proprio nelle due settimane prima dell’omicidio, i due non si sarebbero mai sentiti. Dunque forse la 16enne ci sarà. E anche se non potranno avere un confronto diretto, i fidanzatini potranno tornare a guardarsi negli occhi. Soprattutto dopo che Antonio ha detto che era stata lei ad avergli detto di sparare, sostenendo di essere stato plagiato. La difesa della 16enne, come anche la sua stessa famiglia, ha sempre rigettato ogni ipotesi di coinvolgimento attivo della ragazzina. Ancora più “inaccettabile”, come hanno definito gli stessi parenti dell’indagata, l’idea che lei possa essere vista come una femme fatale, capace di manipolare un adolescente come Antonio.

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Lui, che oggi se ne è andato poco dopo essere arrivato. Già ieri sera aveva fatto sapere di non sentirsi pronto ad affrontare l’incidente probatorio, in cui sarebbe stato interrogato L'avvocato Paolo Sfrappini-2dal Procuratore Capo dei Minori Giovanna Lebboroni. Alla fine è arrivato. Ma non ce l’ha fatta. «Antonio non riesce a collegare i pensieri - ha detto l’avvocato Luca Bartolini - Le allucinazioni si intensificano, sente ancora le voci ma non ha mai detto che gli dicono di far male agli altri». Il giovane, accusato di duplice omicidio volontario, si è comunque dovuto presentare perché, come spiegato anche dal suo avvocato Luca Bartolini, la sua assenza avrebbe significato avvalersi della facoltà di non rispondere. Tagliata invece vuole rispondere. E’ stato quindi il giudice Paola Mureddu a proporre il rinvio del confronto tra l’indagato e il pm minorile. Accolto dalle parti. E udienza rinviata al prossimo 18 febbraio.

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