Cronaca

Delitto Sartini, la difesa chiede il rito abbreviato: «Certi dell'innocenza»

La parte civile, cioè i familiari della vittima, tramite i loro avvocati Simona Cognini e Matteo Catalani, ha chiesto 990mila euro di risarcimento danni. Prossima udienza dove si esprimerà il Gup è fissata per il 2 marzo

Il tribunale

Chiesto il rito abbreviato per N. C., il giovane romeno accusato dell’omicidio di Giancarlo Sartini, il pensionato 53enne massacrato a colpi di spranga in casa sua a Chiaravalle, nella notte tra il 26 e il 27 dicembre 2014. E’ quanto avanzato stamattina al Gup da parte della difesa, rappresentata dagli avvocati Marina Magistrelli e Simone Sardella, convinta dell’innocenza del giovane, ora in stato di libertà. Convinti anche della possibilità  che si possa affrontare un processo allo stato degli atti, vista anche la completezza del quadro probatorio che, sempre secondo i legali, ricostruisce nei minimi dettagli le ore di quella notte per l’indagato. Dunque un alibi di ferro, come testimoniato anche da una prostituta con cui lui avrebbe passato alcune ore della serata dell'omicidio. Le stesse ore in cui l’accusa colloca il giovane sul luogo del delitto, anche sulla base delle intercettazioni telefoniche in cui avrebbe detto alla madre di essere stato lui. «Tutto è cominciato da lì - ha detto l’avvocato Magistrelli fuori dell’aula - Da una telefonata che il ragazzo 21enne ha fato una sera in cui era ubriaco alla madre dove diceva effettivamente che era stato lui perché la madre insisteva nel chiedere dove era stato, che cosa aveva fatto e lui ha provocatoriamente detto alla madre “cosa pensi che sono stato io allora ti dico che sono stato io”. Da lì per una settimana ha continuato a prendere in giro la madre. Ma era uno scherzo. Una provocazione frutto di un rapporto difficile che il ragazzo aveva con la madre. Poi noi e la Procura ha dimostrato come l’indagato avesse l’alibi coperto dalle 21:40 fino alle 4 quando il datore di lavoro lo ha chiamato per mandarlo a lavorare». 

Ora il giudice dovrà decidere se accogliere o respingere la richiesta di rito alternativo avanzata dai difensori di N. C. Mentre la parte civile, cioè i familiari della vittima, tramite i loro avvocati Simona Cognini e Matteo Catalani, hanno chiesto 990mila euro di risarcimento danni. Prossima udienza dove si esprimerà il Gup è fissata per il 2 marzo. 

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