Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Chiaravalle

Delitto di Chiaravalle, il 22enne indagato pronto ad uccidere

L'indagato, tramite i suoi avvocati Marina Magistrelli e Simeone Sardella, fa sapere che non c'entra nulla con la morte di Sartini e si dichiara assolutamente estraneo alla vicenda

«Non è che fa la spia? Che dici di ammazzarlo?». E’ la frase choc detta dal 22enne romeno indagato per l’omicidio del suo vicino di casa Giancarlo Sartini, il pensionato di 53 anni massacrato a sprangate in casa nella notte tra il 26 e il 27 dicembre. Quella frase é stata intercettata dai carabinieri del Nucleo Operativo il 3 gennaio, mentre il giovane si stava confidando con la madre. Convinto di essere lontano da orecchie indiscrete, l’indagato avrebbe paventato l’ipotesi di “far fuori” un amico, diventato “scomodo” dopo esser entrato nella lista dei testimoni ascoltati dagli inquirenti. Dunque avrebbe potuto commettere un altro omicidio. Per ciò resta in carcere. Lo ha deciso il Gip Antonella Marrone, che ieri ha convalidato il fermo e ha confermato la misura cautelare del carcere. Troppo pericolo lasciarlo in libertà. Innanzi tutto per il profilo psicologico. Verrebbe infatti descritto dagli inquirenti come una personalità incline a calcoli freddi e metodici. Capace di tutto pur di nascondere eventuali indizi a suo carico e apparire come in realtà non é. Ma soprattutto sussiste il pericolo di reiterazione del reato, proprio alla luce di quella intercettazione in cui si dimostrerebbe disponibile a commettere un omicidio per meri interessi personali. Poi, ovviamente, ci sono i gravi indizi di colpevolezza in riferimento ai reati di rapina aggravata e omicidio aggravato.

IL TESTIMONE. Ma chi sarebbe il presunto “testimone” scomodo? E’ un uomo, che potenzialmente avrebbe potuto tradire la fiducia dell’indagato. E lo avrebbe potuto fare, ad esempio, confessando agli investigatori di come il giovane romeno gli avesse chiesto di fornirgli un alibi. Ci sarebbero infatti numerose intercettazioni telefoniche in cui l’indagato chiederebbe all’amico di coprirlo, raccontando ai carabinieri delle versioni preconfezionate per la sera del delitto. Avrebbe dovuto testimoniare di averlo accompagnato in giro per locali fino a tardi e di averlo poi lasciato con altre persone. Una versione cambiata in occasione di un secondo interrogatorio, dove il “testimone” ha detto che i due erano andati a Falconara per caricare una prostituta. Con lei sarebbero tornati a casa del romeno Marina Magistrelli-3per trascorrere insieme tutta la notte, proprio mentre ai piani di sotto si consumava l’omicidio di Sartini, fatto risalire alle ore 1:30 circa. 

LA MAGLIETTA. E poi c’è il dettaglio che, sempre secondo alcune intercettazioni telefoniche, ha fatto perdere il sonno all’indagato in queste settimane: la paura di aver lasciato un pezzo della sua maglietta sul luogo del delitto. Tanto da parlare nervosamente al telefono con la madre chiedendole se non fosse opportuno tornare lì per farlo sparire. Lì dove? Non lo dice espressamente. Ma per gli investigatori non ci sono dubbi: a casa di Sartini, dove era andato per fare il furto. Poi finito in tragedia.

LA DIFESA. La decisione del Gip anconetano è arrivata dopo che il romeno si é avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia il giovane dell’Est Europa, tramite i suoi avvocati Marina Magistrelli (in foto) e Simeone Sardella, fa sapere che non c’entra nulla con la morte del chiaravallese e si dichiara innocente. In particolare la Magistrelli ha precisato: «Il mio assistito non ha risposto perché, a parte poche carte, non abbiamo nulla in mano. Siccome nel capo di imputazione c’è molto di più, ci riserviamo di studiare a fondo le carte e poi parleremo con il nostro cliente per decidere il da farsi. E poi non é riuscito a proferire parola perchè era davvero disorientato». Nel frattempo proprio la madre ha fatto richiesta di poter vedere il figlio in carcere.

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