Cronaca Posatora / Via Cupa di Posatora

Il fosso si perde nella giungla, i residenti: «Animali di ogni tipo nelle nostre case»

Il degrado del fosso e del ponte che lo attraversa crea problemi ai residenti

Maria Luisa Martinuzzi

Forse non tutti sanno che via Cupa di Posatora è costeggiata, e in un tratto attraversata, da un ruscello che lambisce l’ex Tambroni e l’Istituto Zooprofilattico. Lo vede solo chi ne conosce l’esistenza, perché i canneti e la vegetazione di altro tipo si sono impossessati del fossato (GUARDA IL VIDEO). Conseguenze: odori non proprio piacevoli, animali in casa delle quattro famiglie che vivono nelle vicinanze e il rischio di farsi male. Sì, perché lo stretto ponte che attraversa il corso d’acqua da un lato ha la balaustra malandata, dall’altro non ce l’ha affatto. «Se due macchine si incontrano una può finire giù e lo stesso rischio lo corrono i bambini che giocano» dice Maria Luisa Martinuzzi, che vive a poche centinaia di metri dal ponte. 

Il fosso parte dal Fornaretto: «La parte che lambisce l’ex Tambroni è stata pulita dall’Inrca tre anni fa, per il resto sono 10 anni che qui non viene più nessuno» spiega Maria Luisa, che come le altre famiglie paga gli oneri di manutenzione al Consorzio di Bonifica delle Marche. «Ovviamente ci sono animali di vario genere, dai ratti alle lontre. Nel mio giardino ho avuto anche istrici e sono state viste anche delle volpi – racconta la donna- nel 2017 chiesi un intervento ma non è mai venuto nessuno». L’8 luglio scorso, la residente ha quindi inviato una Pec al Genio Civile della Regione Marche denunciando, nuovamente, le condizioni del fosso. Nella mail si legge che quello stato di degrado: “è anche un pericolo per la popolazione perché, non essendo mai stato liberato dalle canne che lo ricoprono, in caso di forti piogge potrebbe arrecare diversi danni”. 

 

Nella missiva si fa riferimento anche al ponte fatiscente: “quando i bambini ci vengono a giocare rischiano di cadere nel fosso” e poi all’inciviltà di chi usa la zona come una discarica. «Essendo in questo stato- spiega Maria Luisa- diverse persone approfittano per gettarci di tutto, tanto da farlo diventare una discarica a cielo aperto». 
 

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