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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Uffici giudiziari verso l’ex Inps. Crimini: meno furti ma più estorsioni online

Accorpamento degli uffici giudiziari, novità concreta. Sul fronte criminalità: meno furti e rapine, ma preoccupano i reati via web

Corte d’Appello, Pricura Generale della Repubblica e Tribunale di Sorveglianza, l’accorpamento degli uffici è sempre più concreto. Il Ministero ha infatti formulato un’offerta per l’acquisto dell’ex Inps di piazza Cavour. L’edificio, che ha una superficie di 9mila metri quadrati, oggi di proprietà della “Investire Sgr” e ora inutilizzato, potrebbe cambiare proprietà e passare al demanio già nel corso del 2022. E’ una delle situazioni emerse durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello delle Marche.

La criminalità

Scende il numero di furti e rapine nel corso del 2021, ma crescono sia i crimini online, in particolare truffe ed estorsini. E’ la fotografia degli ultimi 12 mesi nelle Marche che emerge dall’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Rimane preoccupante il numero di reati collegati al traffico di stupefacenti- ha detto nella relazione il Procuratore Generale facente funzioni presso la Corte d’Appello, Luigi Ortenzi- ma anche il consumo di sostanze stupefacenti e di alcol, che purtroppo si ricollega alla piaga sociale degli incidenti stradali».

Personale

Per quanto riguarda il personale amministrativo, osserva Ortenzi, nonostante il piano assunzioni del Ministero della Giustizia, gli uffici marchigiani presentano gravi scoperture: quella complessiva è superiore al 21% e quella relativa alla Procura Generale oltrepassa il 30%.

Carceri

Capitolo sovraffollamento, si registra una controtendenza rispetto a quanto accadeva dal 2017. Il Presidente della Corte, Luigi Catelli, ha infatti osservato che al 30 giugno scorso i posti regolamentari complessivi negli istituti marchigiani erano 846 con 840 detenuti, dato che corrisponde al -0,7% della capienza regolamentare.

La posizione degli avvocati

In rappresentanza dell'oridne degli avvocati di Anocna, il presidente Maurizio Miranda ha rimarcato le conseguenze sulla vita quotidiana degli effetti della pandemia a partire da questa stessa occasione di riflessione e confronto sui temi della Giustizia, programmata a porte chiuse, «allontanando dalla Giustizia non solo l’Avvocatura ma anche tutta la società civile cui è impedito di partecipare». Nella sua relazione ha ricordato come «l’Avvocatura abbia da sempre evidenziato le conseguenze per il sistema giustizia di scelte politiche non soddisfacenti e che ugualmente non possono ritenersi risolutivi gli strumenti che sono stati approntati a seguito delle recenti iniziative adottate a livello comunitario». Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si legge che “gli ostacoli agli investimenti nel Paese risiedono anche nella complessità e nella lentezza della Giustizia” che “mina la competitività delle imprese e la propensione a investire nel Paese”. «Per contenere la lentezza dei processi – ha aggiunto – occorrono interventi di riforma processuale e ordinamentale ma anche il potenziamento delle risorse umane e delle dotazioni strumentali e tecnologiche dell’intero sistema giudiziario”. La dotazione organica dei magistrati solo per 600 unità appare insufficiente “per portare il numero di magistrati in Italia in linea con la media dei paesi europei». L’emergere di nuove figure deputate a rendere maggiormente efficace la Giustizia come l’Ufficio del Processo, istituto introdotto con il D.L. 90/2014, lascia ampio spazio a dubbi e perplessità secondo il presidente dell'ordine forense. «Dalle fila dell’Avvocatura arriva un supporto all’esercizio della funzione giurisdizionale senza peraltro specifiche indicazioni circa il contemporaneo esercizio della professione, mancanza che consideriamo una disattenzione, un altro sgarbo nei confronti di una categoria che sempre ha partecipato ai tentativi di risolvere i problemi ormai cronici del sistema Giustizia» ha tuonato Miranda. «Lavoro precario per un tempo di tre anni e mal pagato alimenta il dubbio se sia verosimile pensare che questi tre anni siano sufficienti per raggiungere gli obiettivi di smaltimento dell’arretrato e per rendere la Giustizia celere ed efficace- aggiunge- Anche gli interventi sul processo civile previsti dal Piano non sembrano essere gli strumenti sufficienti per una giustizia giusta, a partire dal sistema di calendarizzazione e prenotazione degli accessi agli Uffici che può rappresentare in teoria uno strumento ideale per evitare assembramenti ma che si dimostra inefficace quando poi le Udienze vengono calendarizzate tutte alla medesima ora. Gli Avvocati auspicano che le gravose problematiche che attengono alle sedi giudiziarie vengano finalmente affrontate e risolte, attrezzando una sistemazione idonea per la Corte di Appello, il Tribunale di Sorveglianza, il Giudice di Pace e l’UNEP e rimuovendo le criticità irrisolte che affliggono pressoché tutti gli Uffici del distretto. Ricordo la questione del Tribunale di Ascoli Piceno il cui archivio è inaccessibile da quattro anni a causa della presenza di amianto che nessuno provvede a rimuovere» ha puntualizzato. Auspichiamo tutti una Giustizia veramente giusta ed efficace – ha concluso il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona - ma questa aspirazione sarà delusa e le risorse saranno disperse, se mancherà l’aspirazione a cessare sterili polemiche di posizione. L’Avvocatura è pronta allo scatto in avanti e conta di non essere sola».

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